Relativismo delle direzioni cardinali e …una foto storica

La lettura del libro Ai quattro angoli del mondo: Viaggio nelle direzioni inaspettate della storia di Jerry BrottonFeltrinelli Editore 2025- (pp.190, ill.) è un interessante racconto, che accomuna scienza, geografia e storia, in un percorso sul relativismo associato da sempre al concetto di direzione nel corso del tempo secondo i quattro punti cardinali Nord, Sud, Est, Ovest, che non indicano solo la posizione ma sono anche un luogo, un’identità culturale, un insieme complesso di differenti atteggiamenti mentali nella storia dell’umanità.

L’autore prende spunto dalla famosa foto del pianeta terra, soprannominata blue  marble (biglia blu), scattata dagli astronauti americani nel 1972 a bordo della navicella spaziale Apollo 17. Nell’affascinante fotografia sviluppata dai tecnici della NASA, si poteva notare: …il Polo Sud, avvolto dalle nuvole, nella parte superiore dell’inquadratura, l’Africa al centro e la Penisola arabica in basso. La fotocamera era stata tenuta da un astronauta che, in assenza di peso, non poteva distinguere l’alto dal basso nel momento in cui premeva il pulsante di scatto. Per non disorientare le aspettative del pubblico, la NASA invertì l’immagine, per allinearla con gli assunti della maggior parte delle persone, secondo cui il Polo Nord si troverebbe in alto e il Polo Sud in basso. Non esiste pertanto un quadro di riferimento universale da cui determinare una direzione assoluta, anche nello spazio, e le quattro direzioni cardinali dipendono dal punto d’osservazione in cui ci si trova sulla superficie del globo o al di sopra di esso.

I punti cardinali, elementi di posizionamento globale hanno anche consentito alle società arcaiche di collocarsi all’interno delle loro cosmologie e di orientarsi attraverso lo spazio terrestre, essenzialmente attraverso due assi spaziali derivanti da una basilare conoscenza del geomagnetismo terrestre (nord-sud) e del movimento del Sole (est-ovest), ed hanno consentito agli esseri umani di spostarsi, comprendere e persino dominare il mondo naturale. Esistono molte testimonianze di rappresentazioni cartografiche in cui la disposizione dei punti cardinali era diversa da quella canonica con in alto il Nord, così come per le direzioni dei venti, nelle civiltà arcaiche e successive, ben documentate nei capitoli del libro.

Afferma giustamente l’autore: nel corso del tempo si sono evoluti in parallelo alle strutture organizzative scelte dalle diverse società, e i loro significati sono ora diventati quasi puramente ideologici: i settentrionali contro i meridionali, il mondo occidentale che si oppone alle società “orientali”. Il Sud globale che sfida il Nord sviluppato. Questo linguaggio di opposizioni geopolitiche, tra Nord e Sud, con le sue numerose varianti intercardinali, è oggi slegato da qualsiasi realtà geografica.

Siamo in tal modo passati da un orientamento attraverso la geolocalizzazione mediante la bussola, adeguate strumentazioni e le dettagliate carte geografiche a un disorientamento, invece, culturale o meglio esistenziale che oggi trova la sua massima espressione nel digitale. Bisogna dire che mentre prima nell’orientamento ci si poteva avvalere oltre  che del ruolo strumentale della bussola, anche della maggiore o minore capacità di memoria visiva posseduta dall’osservatore. Adesso con i moderni dispositivi di comunicazione satellitare e relative applicazioni che permettono una costante geolocalizzazione anche visiva, nella totale dipendenza da questi dispositivi, secondo alcuni studi recenti, si corre il rischio di ridurre le nostre facoltà mentali, e annullare quella parte del cervello che sembra guidare la cognizione spaziale grazie alla presenza nella massa neuronale di cellule di posizione, cellule di direzione e cellule di griglia, neuroni in grado di creare e memorizzare mappe visive relative ai nostri spostamenti!

Ci fa notare, con un certo pessimismo il nostro autore, di essere passati dai quattro Punti Cardinali a un quinto, rappresentato da un virtuale Puntino Blu che appare sul nostro smartphone, ben diverso dall’immagine della blue marble scattata dagli astronauti americani, e che ha trasformato il nostro modo di orientarci: dal guardare verso l’esterno e al di là di noi stessi siamo passati a concentrare la nostra attenzione su uno schermo digitale, con una scarsa percezione del mondo fisico in cui ci muoviamo, questo cambiamento rischia di provocare un drammatico ridimensionamento e un riorientamento del nostro mondo globale!

Michele Vista
Michele Vista
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