Politica e piselli

Sessista. Maschilista. Roba dell’altro mondo

Insomma un consiglio regionale “domato” dai segretari regionali, al cospetto dei quali i “ribelli” hanno dovuto mostrare quanto limitata è la loro anarchica rivoluzione, succubi dell’autorevolezza dei loro partiti, così massimamente rappresentati, si è rivelato, invece, una autentica bomba.

Un consigliere regionale, già noto per una domenica delle Palme trascorsa fra una pratica e una forchettata di pasta al forno, ha, senza soccorso di una verbalità rude, ricamato l’atto sacro del voto con una battutaccia che, almeno venti anni fa, avrebbe avuto ospitalità solo nella più losca delle sale biliardo.

Vero è che la terminologia usata, a mezza strada fra l’igienista e il fanciullo, avrebbe comportato, sempre nell’anzidetta sala biliardo, una immediata espulsione perché, presumibilmente, molto effeminata, come espressione intendo, e dio sa che quantità di ironia si portava dietro un atteggiamento già poco meno che rude, ma, oggi come oggi, il garbo espressivo non ha lenito l’inopportunità della battuta.

Inopportunità da più versi, nonevèro: inopportuna perché lesiva della dignità femminile, perché lesiva del buon gusto, dell’intelligenza, di una cultura che non raggiunge neanche la sufficienza, delle istituzioni. Cioè, mi spiego, detta al bar, in un consesso maschile, greve, irrilevante culturalmente, l’espressione non avrebbe fatto notizia e per la verità neanche ridere. Ma vedere come il consiglio regionale sia vissuto appunto come una riunione di amici al bar, e che amici!, lascia perplessi sul ruolo che la politica abbia ancora oggi.

Fra lotte esasperate per una poltrona, intrighi, tradimenti, cambi di partito e uno stato nebuloso di chiarezza generale, sia amministrativa che programmatica, ci mancava solo la battuta triviale, per invogliare i più a prendere la politica tutta, farne un fagotto e gettarlo nell’indifferenziata.

Sento da più parti che vengono reclamate le dimissioni dell’incauto avventore del bar “al consiglio regionale”, ma a dimettersi dovrebbe essere il consiglio intero che ha dato prova di inettitudine, incapacità e arroganza, oltre che di eccessiva tolleranza nei confronti di modi e comportamenti sempre al limite della decenza. E’ altrettanto vero che quest’ultima si è nascosta nell’anonimato, non sopportando di vivere alla luce del sole in compagnia di cotanta greve superficialità, quindi in pochi, presumibilmente, vivranno come davvero grave, e non solo per far vedere, l’episodio occorso.

Ma, in conclusione, è opportuno rilevare come a destare sorpresa non è tanto l’espressione sessista, quanto la stupidità, l’ignoranza e, alla fine, la sostanziale irrilevanza di chi pensa di rapportare il mondo intero alla propria pochezza. Non è grave tanto aver pronunciato la battuta, quanto l’averla pensata, e una testa che fa questi pensieri non è dato capire se sia un’attenuante o un’aggravante per l’autore. Un po’ come la differenza che passa fra l’incapacità mentale strutturale o indotta, scemo o ubriaco, per intenderci. In definitiva, nel momento in cui la maggioranza aveva fatto pace ha trovato la maniera di implodere per altri motivi. E sì, ora toccherebbe sanzionarlo se non addirittura espellerlo dal partito di appartenenza. E sono proprio curioso di vedere come andrà a finire. Sempre che nel frattempo non prenda sonno.

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Luciano Petrullo
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One comment

  1. Ma era il responsabile alla Sanità?
    Non ho seguito, ma se fosse, tante cose si spiegherebbero.

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