Si è svolta in questi giorni, dal 21 al 23 febbraio, a Firenze organizzata dalla prestigiosa rivista Archeologia Viva edita da Giunti in collaborazione con Firenze Fiera l’undicesima edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale che ha visto la partecipazione di oltre 13.000 visitatori. All’evento che si pone a livello europeo come una delle più importanti manifestazioni di divulgazione e promozione del patrimonio storico-archeologico-monumentale hanno partecipato tutte le regioni italiane sponsorizzate da enti e istituzioni sia pubblici che privati, assente la Basilicata nonostante la sua ricchezza di testimonianze uniche in particolare nel panorama archeologico.
Non se ne riesce a capire in alcun modo il motivo, dopo le tante strombazzate propagandistiche delle potenzialità virtuali, ma non solo, in ambiti prettamente consumistici di cui non si può non tenerne il debito e legittimo conto, in particolare qualora si abbia la pretesa di parlare di turismo culturale pur avendo a disposizione un copioso patrimonio di reperti che riguardano le antiche popolazioni della Lucania e i loro rapporti con le civiltà della Magna Grecia prima e dell’Antica Roma dopo.
Un fitto programma d’interventi, dibattiti, documentazioni visive, presentazioni di libri, tutti caratterizzati da elevate professionalità e competenze, ha evidenziato le possibilità contestuali alla base di quel che si definisce turismo culturale, e l’ampio interesse su un vasto orizzonte rappresentato da settori diversificati alla portata di tutte l’età. Particolare in proposito l’ambito archeologico comunicativo rivolto ai bambini assai numerosi ed entusiasti che affollavano i vari stand espositivi. Unico rammarico, e senza voler essere ripetitivi, chiediamo una spiegazione non evasiva da parte dei tanti enti istituzionali preposti alla valorizzazione delle potenzialità turistiche locali di cui tanto si parla, sul perché abbiano disertato la manifestazione!


