Nomina direttore amministrativo Asm: mancano i requisiti

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Cgil e Cgil Fp Matera

La notizia della istruttoria in autotutela eseguita dalla direzione generale per la Salute della Regione Basilicata con la quale è stato accertato il mancato possesso dei requisiti del direttore amministrativo dell’Asm di cui la giunta regionale ha dovuto prendere atto, dà ragione ai dubbi da noi sollevati sulla legittimità di tale nomina, oggetto anche di un esposto da parte della Cgil di Matera e della Fp Cgil provinciale alla Corte dei Conti. Come da noi già denunciato, il candidato Marcello Tricarico risultava a nostro avviso privo dei requisiti necessari per ricoprire l’incarico,in quanto per legge “il direttore generale, prima di formalizzare la nomina di un direttore amministrativo ha l’onere e la responsabilità della verifica dei requisiti soggettivi stabiliti dal D.Lgs. n. 502/92, che prevede, oltre alla laurea in discipline giuridiche ed economiche, esperienza almeno quinquennale di direzione tecnica o amministrativa in enti, aziende o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione”. Incarichi che non si evincevano nel curriculum del candidato. Da qui i nostri ripetuti appelli alla direttrice generale dell’Asm, Donatella Pulvirenti, al ritiro della delibera sulla nomina di Tricarico, più volte caduti nel vuoto, fino alla nostra denuncia alla Corte dei Conti. L’atto in autotutela del dipartimento regionale di competenza, se da un lato ci dà ragione, dall’altro risulta tardivo rispetto alle reiterate richieste della Cgil, specie in un momento come quello attuale in cui la sanità regionale e di Matera ha bisogno di capacità amministrative e di trasparenza per uscire dallo stato comatoso in cui si trova. In attesa di avere risposte dall’assessore regionale Francesco Fanelli sul piano di rientro delle liste di attesa, assistiamo a continui ritardi, specie per quanto riguarda la prevenzione. È solo di un giorno fa la sollecitazione sugli screening oncologici, per esempio, della Commissione regionale per le pari opportunità. Senza dimenticare quei 62 milioni di euro di saldo negativo della migrazione sanitaria. È il momento di chiarezza e trasparenza, a tutela del diritto alla salute di tutti i lucani.

radionoff
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