L’uscita all’inglese e la diffida ai cinghiali

Il fatto di andarsene via senza salutare, di nascosto, furtivamente, per sfuggire a situazioni ritenute noiose, sgradevoli, imbarazzanti, viene denominata uscita all’inglese. All’ultimo consiglio regionale il governatore Bardi si è reso autore di una, appunto, uscita all’inglese, perché pare che, come suol dirsi, bell’e buono, a margine della reprimenda dell’ex assessore Leone nei suoi confronti, abbia preso e se ne sia andato. Il consiglio è rimasto sospeso nell’attesa del suo ritorno, perché evidentemente tutti avevano pensato a un bisogno urgente, o qualcosa di simile, non certo a una fuga dal consiglio. Invece il magnifico nostro se l’era data a gambe levate, chissà, forse perché annoiato o perché aveva una cena a Napoli o perché aveva una partita di burraco, tutte cose che, ragionevolmente, avevano più fascino dei discorsi consiliari.

Il mio giudizio su quanto accaduto è “fantastico”, perché la fuga ha offerto l’esatta cifra della considerazione che il governatore ha del consiglio regionale e, quindi, come non essere d’accordo con lui?

Diversa è la situazione se la si guarda dalla parte del consiglio regionale. Chiunque si sarebbe sentito offeso, si sarebbe indignato per cotanto affronto; i nostri eroi, invece, no. Anzi, hanno pensato bene di dichiarare sospesa l’assemblea, salvo rinviarla a data da destinarsi, secondo, immagino, l’agenda del governatore. Uno spettacolo davvero rimarchevole. Da un lato per l’uscita all’inglese da parte del principale protagonista della riunione, dall’altra per la reazione misera dei rappresentanti del popolo lucano ai quali evidentemente si può fare di tutto senza che la loro suscettibilità venga sfiorata.

Diciamo che tutto il contesto regionale è ameno, tiè, lieve, fantasmagorico.

Anche l’intervento dell’ex assessore Leone merita un encomio: contenuti politici sullo zero virgola, apprezzamenti personali a iosa, segno che noi lucani siamo stati, siamo e saremo sempre ben rappresentati, sorbole. Ma gliele ha cantate, oh!, se gliele ha cantate, al governatore d’oltremanica. Col che non ci pagheremo le bollette o il pieno all’auto, ma, vuoi mettere?

Altra chicca di una giornata memorabile è il comunicato stampa del neo assessore, ex FDI, ma anche ex qualcos’altro, se non sbaglio, segno indiscutibile di una irrequietezza che fa intravedere quel tormento viscerale della passione politica che tanto ci piace, nonevèro.

Dicevo un comunicato stampa che ci ricorda come non usi più la correzione delle bozze, per essere benpensanti (altrimenti sarebbe tragico assai), ma che d’altro canto ci conforta sul nostro futuro.

Il comunicato parla di “costi esorbitati”, con un uso light del participio passato e con negazione totale del participio presente, …. dovute all’aumento spropositato ecc. ecc., con un passaggio di genere, dal maschile al femminile, che inneggia ad un auspicabile ritorno al genere neutro, più semplice e adattabile. Ma il comunicato racconta anche di una decisa richiesta avanzata immediatamente dal neo assessore ai ministeri competenti perché si proceda a un immediato abbattimento dei costi del carburante.

Ora c’è da immaginarsi lo sgomento in sede ministeriale alla notizia che l’assessore, neo, al ramo nientepopodimenoche della regione Basilicata abbia dissotterato l’ascia di guerra intimando un abbassamento dei prezzi. Con l’occasione si è dato anche un avvertimento perentorio ai cinghiali a non rompere più e, insomma, che roba di lui, di loro e di noi.

Giornata memorabile, quindi, da ricordare e raccontare ai nipotini quando saremo tutti nonni.

Quindi, nell’attesa che l’uscita all’inglese entri nel vocabolario dei regolamenti istituzionali, che il ministero abbassi già da domani il prezzo del carburante e che i cinghiali emigrino nella confinante Calabria, mi è gradito confidare in un altro giorno coi fuochi d’artificio politici, come quello di ieri, perché finché c’è politica, questa politica, c’è speranza e tanti ringraziamenti per la regia e la sceneggiatura.

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Luciano Petrullo
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