Litanie periodiche…altro che divulgazione chimica!

Esiste una vastissima letteratura sulle storie degli elementi chimici, il più delle volte un elenco cronologico della loro scoperta, farcito di aneddoti vari e altre notizie, che appartengono a una storiografia della scienza che ha fatto il suo tempo nonostante ambisca a fare divulgazione scientifica, semplici litanie periodiche nel caso della Chimica avulse dal concetto di periodicità degli elementi che ha il suo manifesto esplicito nella Tavola Periodica del Mendeleev. Ricostruirne l’impostazione concettuale alla base ha una fondamentale importanza nella Storia della scienza, in particolare per ciò che riguarda una sana divulgazione.  

Ci riferiamo al recente volume edito da Apogeo dal titolo:. Storie Periodiche. Racconti e curiosità dietro gli elementi chimici in cuil’autrice Eva Munter,in arte, @chimica_in _pillole, nella sua fantasia creativa tenta di trasformare la Tavola degli elementi del chimico russo in uno sconclusionato, ripetitivo e immaginario poema epico, forse per differenziarsi dalle “favole periodiche” di qualche divulgatore precedente, laddove la formulazione della “legge periodica” e i risvolti teorici nella comprensione delle proprietà atomiche degli elementi sembra passino in secondo piano, piuttosto un gossip degli elementi chimici!

La scoperta della periodicità delle proprietà degli elementi in funzione del peso atomico e le loro analogie, non è il risultato di pure coincidenze numeriche e fantasiose, semmai nasce da una visione unitaria e sistematica nella scelta di una classificazione dei corpi semplici. Già dal febbraio del 1869 erano noti 63 elementi e un gran numero di dati sulle loro proprietà chimiche in base a princìpi ben precisi e con un fine essenzialmente didattico in origine. Dopo il Congresso di Karlsruhe del 1860 e grazie soprattutto all’intervento del chimico italiano Stanislao Cannizzaro che aveva contribuito ad affinare i concetti di “atomo”, “molecola”, “peso atomico” e formulare il concetto di “valenza” come combinazione, questi diventano i presupposti essenziali della periodicità. Il modo di procedere nel ragionamento da parte di Mendeleev rivela inoltre un atteggiamento di estrema apertura mentale caratteristico della sua personalità in particolare nell’ambito del dibattito scientifico del tempo con la tendenza a una completa valorizzazione delle ipotesi che, senza nulla togliere alla creatività del pensiero e dell’immaginazione nella scienza, devono sempre rimanere nel campo della ricerca scientifica. Afferma Mendeleev: “qualunque ipotesi o qualsiasi legge acquista particolare significato scientifico quando da esse è possibile ricavare conseguenze pratiche, cioè conclusioni logiche in grado di spiegare ciò che non è stato ancora spiegato, che indicano fenomeni prima di allora ignoti e, soprattutto, quando essa fornisce la possibilità di avanzare previsioni controllabili in modo sperimentale. In questo caso diventa visibile l’utilizzabilità della legge e diventa effettivamente praticabile la possibilità di sottoporre a prova la sua veridicità. E soltanto in questo caso essa diventa quanto meno stimolo per l’elaborazione di nuove parti della scienza”. 

Quel che affascina è il sistema periodico degli elementi così concepito e impostato dal versatile chimico russo e che non si discosta affatto nella sostanza da quello che oggi viene riprodotto in un moderno testo di Chimica. Lasciamo invece a Omero l’enfasi del poema epico, ai novellieri quella fiabesca e alla nostra autrice il marchiano refuso 27 attribuito al numero atomico dell’elemento Carbonio!  

Michele Vista
Michele Vista
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