Libri. “Calabria testimone di battaglie”

Compito dello storico è la ricerca accurata e scrupolosa dei documenti che possano permettere la ricostruzione prima e l’interpretazione dopo dei fatti di cui si vuol parlare. Il volume edito dall’Associazione culturale Calabria in armi con i tipi della Titani Editori si presenta con una raffinata veste grafica ed editoriale e propone, nel programma storico culturale dell’associazione catanzarese, una lettura ed interpretazione storiograficamente ineccepibile di fatti storici poco conosciuti avvenuti in territorio calabrese in periodi differenti che vanno dall’anno Mille al 1943.

Si tratta di quattro famose ed importanti battaglie. La prima è la cosiddetta battaglia della colonna, svoltasi in territorio calabrese il 14 luglio 962 tra le truppe tedesche dell’imperatore Ottone II, in difesa della cristianità e le milizie saracene che dalla Sicilia, loro emirato, compivano continue irruzioni nelle regioni meridionali di Calabria, Basilicata, Puglia e persino Campania. L’esercito imperiale traeva vantaggio anche dalla situazione politica assai complessa ed ambigua esistente in tali territori e con l’avanzata delle truppe sassoni di Ottone II, imperatore del sacro romano impero, già dal 981 verso il ducato longobardo di Salerno ed il restante impero bizantino in parte della Puglia, con Bari e Taranto, e la Basilicata con la roccaforte di Matera che riuscì a resistere all’assedio nel gennaio del 982, per spostarsi dopo in Calabria e muovere guerra contro gli arabi. La battaglia si concluse dopo fasi alterne con una pesante sconfitta dell’imperatore Ottone II, segnando anche la fine delle ingerenze tedesche nel meridione fino al 1009 con la discesa dell’imperatore Enrico II contro quel che rimaneva ancora del potere bizantino.

La seconda battaglia invece riguarda la guerra tra Francesi e Spagnoli per il predominio in Italia con la discesa del re francese Carlo VIII nel 1494 dopo la morte di Ferdinando I d’Aragona re di Napoli, rivendicando pretese sul Regno di Napoli risalenti agli Angiò.   La Calabria fu il teatro degli scontri militari tra il mese di giugno del 1495, la fine del 1502 e gli inizi del 1503, nel territorio di Seminara. Le tre battaglie risolutive, dette appunto di Seminara si svolsero a fasi alterne ed inizialmente sembrarono favorevoli alle truppe francesi ma successivamente le forze alleate spagnole e napoletane ebbero il sopravvento e la loro vittoria sancì il definitivo predominio spagnolo con la relativa spartizione della sovranità sui territorî della penisola italiana e con la pace di Cateau-Cambrésis venne sancita la fine delle guerre tra Spagna e Francia.

La terza battaglia detta di Maida si svolse il 4 luglio 1806 nella pianura di Sant’Eufemia lungo la parte delimitata dal fiume Amato tra le truppe francesi del 3° Corpo d’Armata dell’Armée de Naples al comando del generale Jean Louis Reynier Erbénézer e le Forze terrestri britanniche nel Mediterraneo agli ordini del maggior generale Sir John Stuart. Nell’ambito delle strategie militari delle guerre  napoleoniche  l’invasione  del  Regno  di  Napoli  mirava  a detronizzare i Borboni, che erano fuggiti in Sicilia sotto la protezione britannica e insediare sul trono il fratello maggiore di Napoleone, Giuseppe e consolidare la posizione francese nello scacchiere mediterraneo sempre più dominato dalla marina britannica, concentrando una forza consistente nell’estremità della Calabria ed invadere e conquistare la Sicilia. L’esito dello scontro vide prevalere un’insolita strategia tattico-militare messa a punto dal comando britannico che spostando il vantaggio tattico dall’attacco alla difesa «dimostrava l’intrinseca superiorità di un’azione di fuoco difensiva ben condotta sull’azione tattica risolutiva all’arma bianca tanto cara ai francesi e che si era sempre dimostrata vincente contro gli eserciti di tutta Europa».

L’ultima battaglia infine si riferisce alla seconda guerra mondiale e lo sbarco degli alleati sulle coste della Calabria l’8 settembre 1943 nell’operazione denominata «FERDY»  con notevoli perdite umane non solo tra le unità militari alleate e dell’asse ma, questa volta, anche tra le inermi popolazioni civili, e rispetto alle precedenti battaglie, descritte prima, unica battaglia in cui viene pesantemente coinvolta la popolazione  con  le conseguenze inevitabili che una guerra per sua definizione comporta.

Va sottolineata la scrupolosa e dettagliata analisi contestuale che gli autori fanno degli avvenimenti che trattano con grande competenza. L’arte militare è sempre stata una disciplina che non lascia spazio a semplici opere narrative o letterarie, ma appassiona se fatta seguendo canoni ortodossi che hanno quasi sempre una loro struttura intrinseca. Gli schemi dettagliati che gli autori forniscono a tal proposito ne sono la prova evidente. Permettono inoltre considerazioni utili alla conoscenza dei risultati che le continue e differenti dominazioni che la nostra penisola ha subito nella sua millenaria storia e le influenze che hanno determinato nelle popolazioni indigene. Dai Normanni agli Svevi per arrivare agli Angiò ed agli Aragona o più in generale alla dominazione spagnola. Ci sembra utile a tal proposito rammentare quanto scriveva il giacobino lucano Francesco Lomonaco nei suoi Discorsi letterari e filosofici: «…la Spagna avvinceva con pesanti catene le mani, i piedi ed i cuori degli Italiani. La virtù civile e militare che il genio di  Machiavelli  avea  cercato  diffondere,  balenava  nelle  menti  di pochi saggi: le menti dell’universale erano già sommerse nel fango. Quindi maschio sapere, alto parlare, e vivere libero, cose non mai disgiunte, svanirono in mezzo al guazzabuglio de’ popoletti italiani».

A. Comito – N. Loriggio – S. Moschella – N. Castagna
CALABRIA TESTIMONE DI BATTAGLIE
Associazione Calabria in armi – Titani Editori – 2022

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Michele Vista
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