Intelligenza, cultura… artefatta forse, ma giammai artificiale!

di asterisco

Perché bisogna fidarsi dell’uomo più che di ogni altro animale? Forse perché, come rispose Platone a Neocle, è il solo animale che sappia contare? Oppure perché è il solo a credere negli dèi? Oppure perché è il più capace di imitazione e può per questo imparare?”.

Parole queste che leggiamo nei “Problemata” del Corpus Aristotelicus dovrebbero farci riflettere sui farfugliamenti che provengono da più parti in proposito. La storia del pensiero e di necessità delle idee, unico distinguo dell’animale uomo, ci consente di capire cosa significhi la parola cultura, intimamente connessa alle capacità dell’intelletto, che potranno essere artefatte, manipolate, stravolte o finalizzate al raggiungimento di un determinato fine ma pur sempre relativo al suo essere sociale. L’etichettatura “artificiale” in tal caso è paradossale per sua stessa definizione, così come “generativa” diventa pura ridicolaggine dialettica, quando si parli d’intelligenza.

La conoscenza procede attraverso idee, la loro elaborazione può portare anche alla realizzazione di un qualche strumento che per quanto complesso potrà solo essere in grado di ripetere, con le dovute approssimazioni, sempre più perfettibili nel loro evolversi, una quantità di operazioni senza possibilità alcuna di sviluppare a sua volta un’idea che ne possa generare altre.

Il solo determinante è la mente umana, intelletto o pensiero che dir si voglia, a sua volta discriminante!

Nella conoscenza scientifica contemporanea si ha a che fare con due principi fondamentali: indeterminazione e incompletezza della realtà che ci circonda, la formulazione di determinate idee può portare alla creazione di teorie e alla loro applicazione pratica, pur non potendo mai avere valore assoluto senza il riscontro sperimentale che a sua volta ne diventa l’indice di fattibilità, non solo ma è uno stimolo alla nascita di idee nuove e soprattutto alla libertà di pensiero.

La massima di Agostino: “credo per capire, capisco per credere” vale in ambito sia religioso che laico. La storia del genere umano è il solo archivio fattuale e documentale che ci permette la comprensione del passato, l’interpretazione del presente e la preveggenza del futuro!

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