di asterisco
Sembra questa nella sua speculare immagine l’esatta definizione di una folta schiera di politicanti e susseguenti aficionados allo sbaraglio, forti della legittimazione elettorale. Niente di male se non fossero affetti da una spiccata bramosia rivendicativa e pericolosa incontinenza verbale, che prima o poi li sommergerà, a causa dell’incalzante emergenza dei problemi reali a cui si andrà incontro e che cercano di coprire con mirabolanti e fantasmagoriche parvenze riformatrici.
Verrebbe in mente il famoso adagio: ma ci fate o ci siete? Non passa giorno in cui si concedono, senza un benché minimo ritegno, come peripatetici del più vecchio mestiere del mondo, a sparare balordaggini all’incontrario, termine ormai acquisito come dogma della banalità più becera.
Un tempo ci si sfidava a duello nel rispetto di regole sancite da un codice cavalleresco con armi vere, sciabola o pistola, sotto il rigido controllo di padrini titolati. Oggi invece, davanti a microfoni e telecamere di emittenti che a loro volta, cercano solo il colpo mediatico per poi amplificarlo ad arte. Un puro e semplice disturbo fonologico e null’altro!
Molti diranno che questo è un moderno modo di comunicare, quasi un nuovo genere letterario ma ignorano che, seppure a un livello molto più elevato e che non ammette confronti, le sue origini si perdono nel mondo classico, da Omero a Bolo di Mende!


