Intelligenza artificiale. La Cina un passo avanti rispetto agli altri Paesi. Usa presi dallo spavento

L’intelligenza artificiale è il nuovo campo di gara tra le superpotenze. E la Cina pare destinata a prendersi in pole position, con gli Stati Uniti costretti a rincorrere. Il quadro è delineato dall’analisi che Baia, business unit del Gruppo United, ha elaborato sulla base del report pubblicato all’inizio di marzo negli Stati Uniti. Il documento, 754 pagine e 287.486 parole, contiene un messaggio che può essere sintetizzato con un ‘alert’: gli Usa stanno per essere superati dal Dragone Rosso nel campo dell’intelligenza artificiale. La National Security Commission on Artificial Intelligence (NSCAI), una commissione bipartisan composta da 15 esperti in nuove tecnologie, uomini d’affari, esperti di sicurezza nazionale e ricercatori, ha acceso i riflettori sulla competizione che è destinata a condizionare i rapporti e gli equilibri internazionali: “L’America -è la conclusione a cui approdano gli esperti- non è pronta a difendere e competere nell’era dell’intelligenza artificiale. Si tratta di una dura realtà che dobbiamo affrontare”. In pagella, voti più alti per la Cina, negli ultimi anni identificata da Washington e dall’ex presidente Donald Trump come una minaccia nell’universo della cybersecurity. “Sappiamo che gli avversari sono determinati nel rivoltare le potenzialità dell’Intelligenza artificiale contro di noi” e “sappiamo che la Cina è determinata a superarci nella leadership sull’intelligenza artificiale”. La competizione Usa-Cina può essere fotografata anche con gli strumenti della text network analysis, come evidenzia Baia. L’analisi dei network trasforma un testo in un grafo, avvicinando i termini utilizzati assieme, allontanando quelli meno correlati e suddividendo l’intero documento in aree omogenee, facendo così emergere il pensiero sotteso. Lo studio sul documento del NSCAI permette di osservare che gli esperti a stelle e strisce accostano alla Cina termini come “sorpasso”, “sfida”, “ora dominante”, “autosufficienza”. Gli Stati Uniti finoscono sull’altro lato della medaglia, con “pericolo”, “dipendenza”, “import” ma anche “determinazione”. Pechino si collega spesso a “ricerca”, “sviluppo”, “dati” e “tecnologia” in un quadro di dinamismo, accelerazione e progresso. “Ora dobbiamo agire”, è la conclusione della Commissione. Un’azione resa ancora più necessaria dalla convinzione che gli strumenti forniti dall’intelligenza artificiale avranno un’applicazione sempre più ampia, strategica e decisiva. Se la Cina ‘rischia’ di decollare entro il 2025 e di lasciare indietro gli Usa in un decennio, l’Europa pare relegata -in base all’analisi del rapporto- al ruolo di Cenerentola. Se la parola Cina compare oltre 500 volte, Europa non arriva a quota 100.

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