Intelligenza artificiale, ”imprimatur” e… un convitato di pietra?

di asterisco

Nel tradizionale e fin troppo abusato meeting fra i grandi potentati del pianeta, fatto di solenni promesse e dichiarazioni d’intenti, unica novità era l’intelligenza artificiale di cui ne avrebbe parlato un’autorità morale e religiosa come Papa Bergoglio per la prima volta invitato a sedersi al tavolo del G7.

Una delusione che non può essere sottaciuta alla luce di quanto è stato detto dai partecipanti, per i quali questo nuovo strumento dell’informatica presenta un ambìto e fin troppo chiaro interesse nella gestione del potere non solo a livello sociale ma soprattutto culturale. L’analisi essenzialmente fenomenologica che Papa Francesco ha fatto di un siffatto mezzo mediatico nella sua ovvietà si è allineata al pensiero tipico dei vari capi di Stato presenti, ed essendo anch’egli capo di uno stato, il tutto a scapito dell’autorità spirituale che rappresenta!

È sembrato che sia ritornata in auge la tanto discussa antinomia fra scienza e fede, mettendo all’angolo la nascita del pensiero moderno del pensatore Nolano così come il metodo Galileiano e più in generale il ruolo sociale della scienza. Il luogo dialettico imponeva davvero una presa di  posizione a dir poco rivoluzionaria su quanto accade oggi nel mondo, chi meglio del successore di Pietro poteva farlo? No, era solo necessario il suo imprimatur!

radionoff
radionoff
Articoli: 9825