G7: cos’è e perché

A Borgo Egnazia (Brindisi), fino al 15 giugno, si assiste al vertice annuale del G7, un forum intergovernativo costituito dal Gruppo (G) dei Sette (7) Paesi che lo compongono: Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America.

È presente anche l’Unione Europea rappresentata dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e dal presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. Sono stati convocati, inoltre, anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, quello turno Recep Tayyip Erdogan e il re di Giordania Abdullah II.

Particolarmente rilevante è la presenza del papa Francesco, il primo pontefice che vi partecipa.

Pronti ad intervenire sono anche il segretario dell’Onu Antonio Guterres, la direttrice operativa del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgevia, il presidente della Banca mondiale Ajay Banga e il segretario dell’Ocse Mathias Cormann.

Il G7 nasce nel 1975, in formato a sei Paesi, con il vertice convocato dalla Francia al castello di Rambouillet e solo l’anno successivo, nel 1976, con la partecipazione del Canada, assunse il formato a sette paesi.  Lo scopo è quello di riunire con cadenza annuale tutti i capi di Stato e di governo per discutere e confrontarsi su tutte le questioni economiche-sociali e politiche oltre quelle appositamente indicate all’ordine del giorno. A livello strutturale, invece, la presidenza del G7 ha durata annuale e ruota tra in paesi membri come quest’anno, p.e., è toccata all’Italia. Durante l’anno, frequenti sono le riunioni e le consultazioni dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali che sono preparate dai loro vice, i deputies.  In questo incontro in Puglia, la presidenza italiana ha voluto incentrare l’attenzione sulla questione africana e del Mediterraneo, da aggiungere ai temi della guerra in Ucraina, Medio Oriente, Indo-Pacifico, cambiamento climatico, sicurezza economica, IA (intelligenza artificiale) ed energia.

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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