In agonia ma sempre viva. Che scorza!

Sono un irriducibile avversario della sciatteria amministrativa, che, sia chiaro, non ha colore politico, ma che contribuisce trasversalmente alla formazione di autentici monumenti alla pigrizia e alla inutilità, di qualsiasi colore politico, ceto, provenienza, classe sociale (ma come esistono ancora le classi sociali? Ebbene sì, hai voglia che sì), siano essi politici, amministratori, funzionari o altra specie tipica di quel meccanismo contorto che è la nostra società.
Senza muovermi più di tanto, ma dando uno sguardo a un piccolo pezzo della città di Potenza, è possibile rinvenire molteplici esempi della summenzionata sciatteria. Questi rari esempi di incapacità si ergono da troppo tempo perché si pensi esclusivamente a un ostacolo appunto burocratico senza sconfinare nella più totale inettitudine.
Esempio n. 1: corso 18 agosto, all’altezza di quelli che furono gli “uffici governativi”. Da anni e anni, il parapetto del marciapiede è pressoché fatiscente. Dall’epoca del Sindaco De Luca finanche pericolante. E’ stata realizzata una specie di recinzione che si frappone fra il parapetto e lo spazio per i pedoni, per evitare tragedie.
Saranno almeno cinque o sei anni che non si è posto riparo al parapetto, lasciando la zona in una situazione di pericolosità e di abbandono. Ormai la pessima recinzione fa parte del panorama in pianta stabile. Nessuno ha pensato di restituire il parapetto al suo antico splendore, di riconsegnare a quel marciapiedi un minimo di dignità urbana. Nessuno. In cinque o sei anni di pericolo. Un caso, senza dubbio, di inattività meditativo-amministrativa nel solco del principio zen per cui un qualsiasi percorso è sempre meglio allungarlo che abbreviarlo, sì da garantirsi una mente riflessiva e consapevole.
Esempio n. 2: via Bonaventura, o via Manhes, che dir si voglia, ex Istituto Scolastico Torraca”. L’edificio, imponente, è vuoto e in stato di abbandono da anni. Dicono anche frequentato, chissà da chi, ma certo non dalla Caritas, è sicuramente ricettacolo di topi e, immagino, fantasmi. Monumento alla miopia politica, ogni tanto rientra in qualche progetto sempre troppo al di là da venire, che, magari, è peggiore dell’immagine esistente, che, almeno, ha il compito di renderci lampante quanto poco serva la politica a una comunità.
Esempio n. 3: piazza Bonaventura. Ex Istituto Scolastico Ragioneria. Sorge al posto del vecchio Ospedale di Potenza; da sempre deputato a nascondere la Torre Guevara ai maliziosi sguardi dei potentini che, in tal modo, se la sono proprio dimenticata. Riaffiora ogni tanto alla memoria perché vien fuori la notizia che turisti vogliono addirittura visitarla, ovviamente non riuscendovi quasi mai, perché oltre che nascosta è anche barricata. Anche questo Istituto da anni pare destinato alla demolizione per la realizzazione di qualcosa di nuovo e tanto bello. Sede storica di seggi elettorali oggi è residenza stabile di un gruppo di splendidi gatti dallo sguardo furbo e dolcemente beffardo.
Questi tre esempi sono racchiusi in un tratto di strada che non supera i quattrocento metri. Certo una simile concentrazione è rara, ma significativa di un centro storico che è destinato a un’agonia programmata e sadica.
Amministrazioni di sinistra e centro sinistra, di destra e centro destra, nulla hanno saputo fare. Che dire, ci vorrebbe un Draghi, un piccolo Draghi, un uomo solo al comando, che sappia cosa fare e come si fa. La democrazia dei partiti è al collasso anzi in agonia, ma non muore. Che scorza!

1 commento su “In agonia ma sempre viva. Che scorza!”

  1. Gabriella Carelli

    Forse la soluzione potrebb essere che associazioni di volontariato adottassero le situazioni decadenti e che potessero godere di uno sgravio fiscale. Una idea sciocca, ma per iniziare una sorta di brain storming (ognuno propone una qualsiasi idea) per avviare un processo di risoluzione dei problemi insoluti.

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