Il “Grocery Tourism”, noto in Italia come il “Turismo dei supermercati”, è un nuovo trend che sta spopolando sempre più negli ultimi anni sui social e riguarda gli stranieri in vacanza all’estero che “visitano” i supermercati del luogo di villeggiatura.
La nuova “moda” non è più soltanto quella di viaggiare per vedere paesaggi, monumenti e musei ma, anche e soprattutto, per “fare la spesa”. Ciò significa scoprire la cultura locale in modo più autentico e profondo attraverso i mercati ed i negozi di alimentari. Il modo migliore per conoscere le abitudini di una popolazione è il cibo. Sempre più viaggiatori sono alla continua ricerca di esperienze autentiche e genuine, che impreziosiscano il loro viaggio facendoli sentire parte integrante di quel luogo e di quella cultura. Nessun posto fa vivere le vere abitudini della popolazione del luogo che si sta visitando, come una “passeggiata” tra le bancarelle di un mercato e gli scaffali di un negozio di alimentari.
A quanto pare, il “Grocery Tourism”, con la relativa ricerca dell’esperienza autentica, non è una moda passeggera, ma un fenomeno duraturo veicolato da diverse tendenze, tra cui:
- la globalizzazione, da un lato ha diffuso le grandi catene alimentari in tutto il mondo, ma dall’altro ha reso più facile per i viaggiatori esplorare i mercati dei paesi lontani;
- l’influenza dei social media ha reso più appetibili e visibili le esperienze di viaggio autentiche;
- le preferenze di viaggio post-pandemia da Covid sono mutate, infatti, i viaggiatori sono diventati più esigenti e selettivi. Prediligono esperienze di viaggio più soft rispetto al passato e che rispettino e comprendano la cultura locale, aiutando le piccole imprese e gli artigiani locali.
Il cibo dei mercati e dei negozi racconta le abitudini, i valori, i ritmi di vita ed i sapori del luogo. In tal senso, il negozio di alimentari diventa una vera e propria guida culturale. D’altronde, “viaggiare è come mangiare il mondo: ogni boccone è una scoperta”.


