Il premio nobel prof. Luc Montagnier: «Dittatura sanitaria»

Chi aveva preconizzato un flop, o addirittura una bufala, non aveva visto lungo: l’annunciata presenza a Firenze di Luc Montagnier alle Cascine all’ex Ippodromo delle Mulina, ha richiamato una quantità sorprendente di cittadini, provenienti anche da fuori Firenze, come si è appreso dagli organizzatori dell’evento, le militanti e i militanti di “Atto Primo”. Luc Montagnier risponde alle domande dei cronisti. A chi gli chiede come sia possibile che un premio Nobel sia sotto attacco, replica si è determinato un contesto di “dittatura sanitaria”, che non si può più parlare di repubblica o democrazia. Un contesto tanto più insopportabile se si pensa, afferma, che “non siamo in presenza di veri vaccini, ma di montaggi complicati di biologia molecolare, che possono arrivare ad essere veleni”. Una sintesi in tre aggettivi: “inutili, inefficaci, pericolosi”. La macchina che li propone, secondo il professore, è stata preparata da tempo. Inoltre, quella mainstream è una ‘informazione unica’, che elimina il dissenso. Ecco perché, aggiunge, “faccio appello a tutti i medici a fare il loro dovere: a informarsi e a ricercare, perché scopriranno che ci sono dei farmaci attivi, che se utilizzati all’inizio dell’infezione possono portare alla guarigione; ci sono dei metodi alternativi per curare questa infezione che sono meno rischiosi e anche meno costosi per il sistema sanitario, e che permetterebbero di liberarci di questo virus”. Non è più una questione scientifica, sostiene Montagnier: è diventata una questione di marketing. E si trascura soprattutto il fatto che il vaccino può avere degli effetti anche a lungo termine: “Oltre a quelli che vediamo già adesso, come le trombosi vascolari o gli effetti polmonari, è molto probabile che ci siano anche delle conseguenze neurologiche sulle persone che hanno ricevuto il vaccino, ed è possibile che nei prossimi decenni o addirittura secoli si sviluppino delle malattie, legate proprio a questi vaccini, che siano anche trasmissibili per diverse generazioni. Per questo io ritengo un crimine che vangano vaccinati i bambini. Perché anche se al momento possono sopportarne gli effetti immediati, potrebbero poi subire quelli a lungo termine”. Spunta infine una domanda anche su Fauci: “Come sono i Suoi rapporti con lui? E ha avuto modo in questo periodo di confrontarsi con lui, visto che – a differenza di Lei, che ha avuto sempre una stessa versione – Fauci ne ha presentato diverse in tutto l’anno? So infatti che i vostri rapporti sono stati ottimi, un tempo”. Montagnier se la cava con una battuta, chiosata da un applauso della stampa amica: “Io ho conosciuto il dott. Fauci all’epoca della scoperta del virus dell’AIDS, e so che poi lui ha avuto delle promozioni del suo laboratorio durante tutto quello che è successo. Però purtroppo non l’ha scoperto lui, il virus dell’AIDS…”.

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