Il moderno Medioevo

L’Europa che ci tiene tanto a detenere il primato della “Cultura” non perde occasione per dimostrare che la sua storia antropologica-culturale in effetti non ha avuto una gran crescita. Si sono perse le ideologie, forse per mancanza di ideologi, la filosofia che aveva le sue radici radicatissime in tutta l’Europa si è diretta verso quelle orientali, l’economia è più rivolta verso i concetti utilitari di radice anglo-americana e si potrebbe continuare per molto se non ci fosse lo zoccolo duro della “superstizione”, della “magia” e delle antiche credenze. Credenze e superstizioni sono dure a morire e infatti in tutta l’Europa sono quelle più diffuse. Voltaire, filosofo illuminista e cultore della razionalità, già nel 1700 affermava che la superstizione ha il potere di infiammare il mondo, invece la filosofia quello di spegnerlo. Voltaire aveva ragione se si pensa che, a distanza di oltre due secoli, la razionalità non riesce ancora a sradicare certi concetti che nel corso degli anni sono diventati delle “verità” inconfutabili. Ad esempio, ancora oggi, si hanno delle remore ad accettare la presenza del gatto nero non tanto perché predilige la vita notturna in quanto vede bene anche  al buio, ma soprattutto perché ritenuto portatore di malattie. Nel primo Medioevo quando si iniziò a dare la caccia alle streghe e che ebbe il suo culmine in pieno Rinascimento, si pensava che le streghe, al servizio del demonio, avevano la capacità di trasformarsi in gatto nero per contagiare con malattie mortali gli uomini. Addirittura, nel 1233, papa Gregorio IX emise una bolla papale che autorizzava e benediva lo sterminio dei gatti neri “in nomine dei”. Purtroppo ancora oggi se un gatto nero, ad esempio, attraversa la strada le persone praticano scongiuri vari. E che dire della superstizione che si ha quando si vede passare un carro funebre senza il morto dentro? In quel caso viene espresso tutto il campionario degli scongiuri perché il carro potrebbe caricare chiunque. “Magiche superstizioni”, divenute poi “simpatiche consuetudine” ce ne sono tantissime ma quella forse più simpatica che pochi ne conoscono l’origine è quella della “giarrettiera” che nulla o quasi ha a che fare con l’Ordine della Giarrettiera inglese. Sempre nel Medioevo si credeva che l’abito nuziale delle donne avesse un potere magico che avrebbe favorito gli scapoli che ne avrebbero avuto un pezzo. Nel tempo l’interesse, per gli scapoli passò dal lembo di vestito alla giarrettiera tanto che più di qualche volta (soprattutto in Inghilterra), questi organizzavano e praticavano dei veri e propri assalti alla sposa soprattutto in chiesa per prendersi il magico simbolo della sessualità: la giarrettiera, lasciando la mal capitata con abiti a brandelli e quasi nuda sull’altare insieme a quello che sarebbe divenuto suo marito. Oggi gioiosamente durante i festeggiamenti del matrimonio i giovani aspettano che il neo marito sfili “L’ambito merletto” e lo lanci a uno di loro. Altra strana superstizione è la rottura dello specchio che è causa di sette anni di maledizioni e purtroppo ancora oggi si crede a questa maledizione pur senza sapere il perché. In pieno Medioevo si credeva che quando qualcuno moriva era facile che la sua anima si andasse a mettere in uno specchio per restare nella casa e quindi quando questo si rompeva suscitava le ire dell’anima del defunto.  In ultimo consideriamo la “Superstizione mistica”,  quella più eclatante è di non passare sotto le scale. Qui la fantasia Medioevale e l’ignoranza moderna si sono fusi in un’unica credenza, sotto un’unica logica. La scala, se poggiata a un muro crea un triangolo come quello della Trinità, quindi se una persona, volutamente o non, passa attraverso il triangolo viola la sacralità della S.S. Trinità e quindi il “buon Dio” lo punisce. Non è vero ma ci credo che stiamo vivendo un moderno Medioevo.

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