Gli italiani, il Covid, la guerra e…

Siamo ormai abituati a vedere in televisione i favorevoli al vaccino anti Covid che con allucinanti isterismi ne urlano la necessità di assunzione. Siamo anche abituati a sentire le discutibili “ragioni scientifiche” che spaventano i contrari alle vaccinazioni tanto da preferire la morte piuttosto che il rischio di morire a causa di un vaccino manipolato per chissà quali subdoli scopi. Siamo anche abituati ad ascoltare ignoranti individui dotati di dubbie competenze, in gran parte chiamati “no vax” che, in genere, sostengono l’inesistenza del virus e l’esistenza di sovversivi complottismi (ovviamente urlando anche il loro retro pensiero). Purtroppo la stessa cosa, in rispetto alla regola “mutatis mutandis”, si sta replicando per la guerra in Ucraina: tutta la classe politica, la stampa, la televisione e naturalmente gli esperti del momento consistenti in generali, strateghi generici o specializzati, politici e commentatori politici che sono intervenuti, quasi sempre irrazionalmente schierati, a favore dell’Ucraina, degli Stati Uniti o di Putin. Ovviamente noi italiani, che siamo abituati allo schieramento precostituito e come perfetti “autonomi esecutori” siamo scesi nel campo delle “dubbie posizioni”  affidando ai geni della politica nazionale, fino all’ultimo paria del Parlamento, la facoltà di armare il popolo ucraino e di acconsentire che il consolato dell’Ucraina in Italia potesse arruolare volontari pronti a combattere contro i russi anche se questo le leggi italiane non lo consentono. Però nel frattempo piangiamo i morti che vediamo per le strade ucraine, ci indigniamo per gli ospedali pediatrici bombardati per ordine di Putin e nel frattempo si organizzano marce e sfilate per la pace dimentichiamo che la pace la si ottiene solo dopo una guerra ed è la costituzione di una società comunitaria che garantisce i valori essenziali delle persone. Comunque l’Italia qualche tentativo di mediazione tra Ucraina e Russia ha provato a farlo anche se nel frattempo un ex integerrimo alto esponente politico nel frattempo contrattava, a suon di molti milioni, la vendita di armi a un altro paese. Ma questo deprecabile “incidente”, più o meno come tanti altri, a noi italiani ci permette di parlare di “Pace”.

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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