Sembrava “Sindrome di Stendhal” ma era solo malessere

È veramente strana la Sindrome di Stendhal, pochissime persone sanno di che cosa si tratta, di questi, pochissimi l’hanno provata e tra questi anch’io ne sono stato una “fortunata vittima”. Ero fermo davanti a un quadro a una mostra di uno sconosciuto pittore che a prima vista era ascrivibile a un imbrattatela vestito col Kit d’artista: capelli arruffati e lunghi se pur di “rada” memoria, barba lunga, oleata e ingrigita, forse dai pigmenti del bianco non ben sciolti nell’olio cotto detto di lino dai pittori, abiti fuori misura accuratamente indossati con nonchalance  e in forte contrasto con l’ampia sciarpa estiva che gli pende da ogni le parti.

Ebbene, mentre guardavo quella tela che definivano quadro e cercavo di capire che cosa potessero significare quei strani segni molto simili a “scarabocchi” che, nulla avevano a che fare con l’astrattismo o qualsiasi altra corrente d’arte visiva ho avvertito un forte dolore sul lato sinistro della fronte, tra l’attaccatura dei capelli e la tempia, e subito dopo il diramarsi di uno strano senso di calore, inoltre sentivo un  sudore freddo su tutto il corpo,  facevo fatica a stare in piedi, presi a barcollare. Quel mio disagio è stato notato e qualcuno dei presenti che si è avvicinato per soccorrermi.

«Una sedia presto, il professore è impallidito, portate un bicchiere d’acqua, no è meglio un liquore», queste voci si allontanavano sempre più e lasciavano posto a un’eco di indefinite parole quando, una sudata e impellicciata signora di mezza età, ingioiellata come una sacra icona mi si è avvicinata e con voce insistente e falsamente tremante mi ha chiesto: «Si è emozionato per il quadro?».
Stavo per risponderle quando, pur nella sofferenza ho detto: «Già, è effetto della sindrome di “Stendila” come in questo momento farei con Lei ma basta non guardare più il quadro, allontanarmi da lei e passerà subito>>.

Fortunatamente era lì presente una ragazza che portava sempre con sé una pillola di antistaminico, essendo un’asmatica, e avendo visto un’ape entrare da una finestra, aggirarsi un po’ alle mie spalle, fare una strettissima virata e lanciarsi contro di me e colpirmi.

Lei mi soccorse dandomi la magica pilloletta mentre nella sale si mormorava: «Il pittore ha fatto un quadro talmente bello che solo chi lo capisce viene colpito  come è avvenuto al professore, critico d’arte».

E fu così che la nuova sindrome prese piede e da allora si parla della Sindrome di “Stendila” pur non sapendo che era riferita alla ignorante signora. In tutto questo a guadagnarci è stato il pittore che ha aumentato il livello di gradimento tra gli astanti avendo sentito dire: «Io l’avevo capito che era un genio del pennello quello lì».

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Rude Clava
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