Gli italiani brava gente?

In un’epoca in cui si parla con anglismi, si scrive con sigle di tipo tecnico scientifico anglosassone e ci si comporta come se avessimo una moviola incorporata che determina le nostre azioni come quelle cinematografiche dei film western, sentire parlare, agire e polemizzare uomini politici italiani è il massimo. Oggi, ad esempio assistiamo al nuovo sistema di dialogo tra politici e in particolare tra un comico e un avvocato che con la politica delle rappresentanze non hanno nulla a che fare. Il comico, fondatore di uno dei più attivi movimenti che ha avuto oltre il quaranta per cento dei parlamentari, chiama incapace l’avvocato prof. di diritto privato che lui aveva incaricato, forse come uomo di paglia, di dirigere il governo (con approvazione del presidente della Repubblica). L’avvocato, certamente con maggiore padronanza dialettica oltre che culturale, ha definito il comico arrogante, egoista e che è lui quello più idoneo a guidare il movimento che già lo aveva sostenuto al governo. Nelle dichiarazioni successive, il “barzellettiere” passa dalla denigrazione all’adulazione mentre l’altro dal non essere compreso passa al non essere riuscito a farsi capire. Un paio di giorni ancora di teatrino e tutto torna come prima perché il popolo italiano ha bisogno che i propri rappresentanti politici risolvano i sempre più gravosi problemi. Naturalmente i compagni di governo, anche se verrebbe quasi voglia di dire di “privilegi”, ieri auspicavano una scissione, all’interno del movimento, oggi auspicano una riappacificazione e per domani c’è già pronta una nota di sfiducia per il nuovo segretario del movimento. Intanto gli italiani sono invitati a pensare alle cose serie e a considerare quanto sia giusto aumentare qualche tassa per far riprendere l’economia nazionale come suggerisce il segretario di un altro partito governativo e  intanto sulle coste italiane sbarcano “migranti”. Pare che il futuro stia nella solidarietà, ha riferito una società Svizzera che gestisce, da alcuni anni, centri di accoglienza che la litigiosa “compagnia governativa” lautamente finanzia. Ma pensiamo alle cose serie. Per esempio che ci sono famiglie che non hanno ancora pagato le tasse mentre i parlamentari erano ancora impegnati a cercare “cose serie” a cui pensare senza perdere tempo a tassare le multinazionali. A proposito forse ci saranno concorsi alla RAI visto che non ci sono più impiegati essendo diventati tutti dirigenti. Certamente gli italiani sanno e sapranno ricordare (forse), quando andranno a votare, quali parlamentari hanno pensato alle cose serie, come ad esempio favorire l’insegnamento nelle scuole primarie (e credo anche “asili nido”) il significato di gay, di mammi, di padre/i e di quanto quantificare il loro stipendio. Anche se gli italiani in questo momento stanno pensando alle “cose serie”, cioè ad accontentarsi del successo della nazionale di calcio, i benpensanti parlamentari pensassero che “Italiani brava gente” era il titolo di un film e non la qualità di un popolo capace anche di essere cattivo con chi con lui che è stato cattivo.

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