Durante le lunghe e fredde giornate di questo febbraio che si sta per concludere, milioni di italiani hanno seguito con passione, davanti la TV, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L’attenzione dell’italiano medio, tra i vari sport in gara (sci, hockey, bob, slittino, pattinaggio, snowboard, ecc.) è stata catturata da una disciplina che non aveva mai, finora, preso troppo in considerazione: il curling. Le pietre levigate, le cosiddette “stone” scivolano veloci sul ghiaccio, i giocatori si affannano con le scope e la tensione agonistica si taglia nell’aria in ogni partita. Qualcosa in questo sport, che inizialmente sembrava strano, troppo “nordico”, affascina intensamente lo spettatore. La domanda, allora, sporge spontanea: perché sta conquistando così tanti italiani?
Negli ultimi anni, il curling ha avuto un’impennata di popolarità senza precedenti in Italia. Grazie alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, questo sport sta vivendo un vero e proprio “boom”. Non si può parlare solo di sport, ma di una comunità sempre maggiore di appassionati che si sta, giorno dopo giorno, formando attorno a questa disciplina. La medaglia di bronzo conquistata nel doppio misto da Amos Mosaner e Stefania Constantini (5-3 ai danni della Gran Bretagna) ha dato un ulteriore slancio al movimento italiano del curling, creando ancora più entusiasmo. Ricordiamo che la coppia azzurra Mosaner-Costantini, trionfò in finale, alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022, vincendo la medaglia d’oro (Italia-Norvegia 8-5) nel doppio misto.
Tantissimi italiani sono rimasti incollati alla TV durante le gare, curiosi e divertiti, “partecipando” con fervore alle partite della nazionale italiana (femminile, maschile e del doppio misto). Il “segreto” di questa popolarità sta nella sua accessibilità: il curling può essere praticato da tutti, indipendentemente dall’età. Le squadre sono composte da giocatori con età differenti, creando un’atmosfera sociale rilassata e partecipativa.
Il curling non richiede una forma fisica “straordinaria”, da atleta “palestrato”; è uno sport quasi per tutti. Inoltre, la sua natura tattica lo rende simile ad una partita di bocce sul ghiaccio. Ogni mossa deve essere sapientemente ponderata, ogni errore, anche minimo, può essere determinante per l’esito del match.
Il curling è un perfetto mix di tecnica e strategia, dove ogni scelta sulla pista ghiacciata può fare la differenza nel bene o nel male. Anche gli spettatori si trovano velocemente “coinvolti” nel gioco: dal lanciare la “stone” allo “sweeping”, non c’è mai un momento di inattività. Questo continuo equilibrio tra calma e tensione rende il curling affascinante, quasi come se fosse una “danza sul ghiaccio”.
Dal punto di vista sociale, il curling offre anche una dimensione conviviale. Dopo la partita, il cosiddetto “terzo tempo” crea legami forti tra i giocatori. Questo mix di competizione e convivialità ha attratto un numero sempre crescente di persone.
Inoltre, la copertura televisiva durante le ultime Olimpiadi ha amplificato ulteriormente il fascino di questo sport, mostrando l’eleganza delle competizioni. Questo ha contribuito all’esplosione di popolarità che il curling sta vivendo nel nostro Paese.
Gli atleti azzurri non cercano soltanto di vincere le partite e le medaglie, ma anche di costruire una comunità solida e appassionata di curling.
Ogni “stone” lanciata è un ulteriore passo verso lo sviluppo di questo sport. I numeri possono sembrare minimi, con poco più di 400 tesserati in Italia, ma la qualità e la passione sono e saranno il vero motore della crescita del curling. Ogni vittoria è il risultato di un lavoro di squadra straordinario. Gli investimenti della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) e le stesse Olimpiadi sono solo la punta dell’iceberg di un impegno quotidiano e profuso che parte da lontano.
La storia del curling in Italia è solo all’inizio. Con il supporto della FISG, dei tifosi e dei media, questo sport in continua evoluzione è pronto a conquistare sempre più appeal nel Belpaese. I tempi sono maturi per vivere il curling a trecentosessanta gradi; non solo per gli atleti, ma per tutti gli italiani.


