Ed ecco Circe …lo dice la meteorologia o la mitologia?

L’unica certezza che ci conforta in questi tempi ballerini è la perfetta conoscenza e stimolante fantasia che accomuna i nostri esperti meteorologi e il codazzo di pennaioli, che fanno da cassa di risonanza, del mondo della mitologia classica. Siamo tentati dal dubbio amletico di capire come nasca nella loro fantasiosa mente il voler assegnare un nome mitologico ai tanti eventi meteorologici a cui oggi andiamo incontro e occorre sottolineare il fatto che da parte di tutti, si abbia una solida dimestichezza con il mondo dell’antichità classica.

A rileggere il decimo canto dell’Odissea sull’approdo della nave di Ulisse nell’isola della maga Circe e le vicende dei compagni dell’errante eroe omerico trasformati in porci e poi ritornati nelle loro sembianze umane, ci torna spontanea una riflessione sullo stesso mondo odierno e le sue evidenti contraddizioni. È forse preferibile rimanere porci o tornare uomini, fatte le debite distinzioni tra maiale e porco, di cui abbonda la letteratura da millenni? Il ciclone Circe da cui saremo investiti nei prossimi giorni vorrà forse darci qualche indicazione in proposito? Attanagliati tra il riscaldamento globale e il cambiamento climatico vogliamo essere ancora attori del consumismo sfrenato quasi simile all’infuso che la maga Circe offre ai marinai dell’eroe Ulisse e continuare a trangugiarlo a più non posso? Ci sia permesso, fatti i debiti scongiuri e anche una piccola licenza linguistico-letteraria, pensare che il prossimo evento si chiamerà Fetonte, visti i profumati miasmi che respiriamo quotidianamente tra discariche abusive e accumuli di rifiuti cittadini, mutuando però la radice del nome non dalla mitologia ma da quella partenopea che ritroviamo nella famosa commedia di Eduardo, Questi fantasmi pronunciata dal portinaio nella frase: il fieto del miccio!

radionoff
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