Dibattito acceso sul premierato

La riforma del premierato promossa dal presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni è arrivata in Senato, suscitando non poche discussioni sui banchi dell’aula: il dibattito sarà lungo e acceso e sono quasi tremila gli emendamenti depositati in Aula dalle opposizioni. La proposta del governo mira a ridefinire il panorama politico nazionale, ponendo l’accento sul diretto coinvolgimento dei cittadini nella scelta del governo e sul ruolo delle istituzioni.

Il premierato è parte di una proposta di legge che intende modificare la Costituzione soprattutto per rafforzare i poteri del presidente del Consiglio e introdurre la sua “elezione diretta”. Tale disposizione, se approvata, sostituirebbe l’attuale meccanismo elettorale, consentendo ai cittadini di esprimere direttamente la propria preferenza per il capo del governo.
La Costituzione italiana, infatti, prevede che alle elezioni politiche i cittadini eleggano i membri del parlamento, che poi a loro volta esprimono la loro preferenza per un governo e un presidente del Consiglio. Se venisse approvata la riforma, il capo del governo non riceverebbe più l’incarico dal presidente della Repubblica sulla base del risultato elettorale e delle possibili maggioranze in parlamento, ma sarebbero i cittadini a scegliere. Un altro aspetto cruciale della proposta è il limite di due mandati per il premier, al fine di evitare la perpetuazione di un unico governo e favorire il ricambio politico.

Un altro tema dibattuto riguarda il premio elettorale, che ha generato opinioni contrastanti all’interno del dibattito politico. Inizialmente proposto al 55% dei parlamentari nelle due Camere, il premio di maggioranza è stato oggetto di discussione e revisione. Si propone ora un ballottaggio tra i primi due candidati di coalizione nel caso in cui nessuno raggiunga una soglia minima percentuale. La legge elettorale è infatti uno dei principali aspetti problematici di questa proposta e potrebbe minarne il dispiegamento. Con il premierato, l’elezione diretta del presidente del Consiglio deve coniugarsi con una legge elettorale coerente, che possa garantire al capo del governo una maggioranza stabile e alla coalizione vincitrice un numero di seggi alla Camera e al Senato sufficienti per formare un governo.
Altro elemento chiave della riforma riguarda la nomina e la revoca dei ministri, che sarebbero affidate al presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio eletto. Un meccanismo che, a detta dell’esecutivo, mira a rafforzare il ruolo del capo dello Stato come arbitro neutrale, garantendo al contempo la coerenza e l’efficacia del governo. La proposta prevede anche l’abolizione del semestre bianco, consentendo al Quirinale di sciogliere le Camere in qualsiasi momento in circostanze eccezionali e rimuovendo lo stop sei mesi prima delle elezioni, come attualmente previsto.

Giorgia Meloni ha sottolineato che l’obiettivo principale della riforma sia garantire ai cittadini il diritto di scegliere il proprio governo. In un discorso sul premierato tenuto durante un convegno dal titolo Costituzione di tutti a Montecitorio, la premier ha descritto l’importanza della stabilità politica e della coerenza nel perseguire gli obiettivi programmatici. Il primo obiettivo “è garantire il diritto dei cittadini di scegliere da chi farsi governare, e mettere fine alla stagione dei governi tecnici, dei ribaltoni, alla stagione delle maggioranze arcobaleno che nessuna corrispondenza hanno con il voto popolare”, ha specificato la leader di Fratelli d’Italia. “Il secondo obiettivo”, ha proseguito, “è che chi viene scelto dal popolo per governare possa farlo con un orizzonte di legislatura, possa avere il tempo per portare avanti il programma con cui si è presentato ai cittadini”.
L’approvazione di leggi che riformino la Costituzione ha procedure molto più lunghe del normale e ha bisogno di un sostegno in parlamento più ampio di quello richiesto abitualmente. Non si è ancora certi che questo disegno di legge possa completare tutto il percorso legislativo, ma sarà un tema che terrà banco nei prossimi mesi in Italia. Meloni ha esortato alla prudenza nell’evitare un referendum divisivo sulla Costituzione, ma ha sottolineato l’importanza di coinvolgere direttamente i cittadini nelle decisioni fondamentali per il futuro del Paese. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha replicato a Meloni durante l’assemblea straordinaria dei senatori democratici chiedendo di fermare un’accelerazione legislativa “dettata dalle ragioni più sbagliate, elettoralistiche” e “fuori posto quando si tenta di manomettere la Costituzione. Vi chiedo di usare i vostri corpi e le vostre voci per fare muro rispetto a questo tentativo”.

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