Meno male che Pupo c’è…e siamo allo sfascio totale!

di asterisco

Un vecchio adagio popolare rende a pieno la classe politica nostrana: “In mancanza di uomini dabbene fecero Tata sindaco”, che ne diventa quasi l’emblema araldico d’identificazione. Non ci si deve stupire più di tanto, vista la tradizione politica degli ultimi decenni, dove guitti e buffoni della peggiore risma danno e fanno spettacolo, non avendo mai avuto una casacca di riferimento se non dettata dalla convenienza più gretta e becera.

Personaggi che hanno sempre leccato le tavole dei potenti nelle varie corti nel corso della storia, li ritroviamo oggi sotto le vesti di affabulatori, grilli canterini, opinionisti mediatici, saltimbanchi, commedianti girovaghi, macchiette popolari sfacciatamente ipocrite e adulatorie, contraddistinti da una pseudocultura appunto pupara, intesa non nel significato della stimabile arte dei maestri siciliani bensì riferita all’omonimo strimpellatore toscano, un perfetto galleggiante nel pelago dello spettacolo che ancora sopravvive, un italiota ottima e tipica merce esportabile in ogni parte del mondo.

Quel che dà maggior fastidio è il voler associare il loro pensiero, ammesso che esista, a fondamentali riforme istituzionali che nel nostro Paese si tenta di cambiare a colpi di maggioranza. Un disegno di legge sul premierato che offende la nostra Costituzione, avvallato da compiacenti giuristi, che mira a cambiare in maniera subdola e ambigua le regole del gioco parlamentare.

Un progetto messo su da dilettanti allo sbaraglio, condito da evidenti anomalie costituzionali, uno spettacolo da far invidia alla celebre Corrida televisiva del romano doc Corrado Mantoni, unica differenza l’impossibilità di conoscere chi siano i tori e chi i toreri!

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