Cronistoria dello Stato della Palestina

La maggior parte dei sionisti, (cioè quegli ebrei che rifiutano ogni convivenza e che voglio vivere la loro esistenza come popolo indipendente che nutre l’idea di un ritorno del popolo ebraico in terra d’Israele. Essi si costituirono in movimento politico nel 1897) è convinta di essere in possesso di un “documento olografo di Dio” che dà loro ogni diritto su Gerusalemme, la “Città Santa”.

Questa convinzione, però, non è altro che una di quelle credenze popolari che col tempo si trasformano in autoconvinzione visto che è durata dal 70 d. C. fino al 1948 anno in cui la “comunità mondiale” (quella che aveva vinto la seconda Grande Guerra), forse a scopo risarcitorio, decise di fondare lo stato di Israele in Arabia.

Israeliani e Palestinesi si sono venuti a trovare, in effetti, sopra uno stesso territorio iniziando così una lotta sempre più cruenta fino a determinare ideologicamente l’intento dei palestinesi di completare l’”opera” di distruzione del popolo israeliano che aveva iniziato il nazismo (distruzione del popolo ebraico).

Di rimando la stessa intenzione ha manifestato anche Israele e con tutta la violenza possibile, dopo che Hamas (movimento militare islamico dei terroristi palestinesi) ha vilmente ucciso e sequestrato giovani cittadini israeliani durante un concerto.

Oggi forse è il caso di capire, o quantomeno tentare di capire, le ragioni delle disumane violenza che israeliani e palestinesi compiono l’uno contro l’altro e per farlo ritengo sia il caso di ripercorrere, nel modo più obiettivo possibile, un particolare periodo storico da questi vissuto.

   Nel 70 d.C. gli ebrei Zeloti si ribellano contro i romani e il generale Tito mette sotto assedio Gerusalemme che una volta sottomessa vide la totale distruzione del tempio di Erode. Sempre i romani per celebrare la loro vittoria e supremazia costruiscono una nuova città chiamata Aelia Capitolina sulle rovine di Gerusalemme innalzando anche un tempio in onore di Giove.

   Nel 313 d.C. l’Imperatore Costantino dichiara legale il cristianesimo e la madre Elena visita Gerusalemme dichiarandola meta di pellegrinaggio e di conseguenza la maggior parte della popolazione si converte al cristianesimo.

   Nel 324 d.C. Costantino di Bisanzio ricostruisce le mura di Gerusalemme e ordina la costruzione della Chiesa del Santo Sepolcro.

   Nel 638 d.C. i mussulmani invadono la Palestina e occupano Gerusalemme e costruiscono la moschea di Al Aqsa. I mussulmani occuperanno per milletrecento anni il territorio che nel frattempo sarà chiamato Filistea. Dopo una così lunga occupazione la popolazione si è convertita all’Islam, un po’ per fede e un po’ per convenienza. I mussulmani considerano gli ebrei e i cristiani come il “popolo del libro” concedendo ad essi sicurezza e libertà di culto.

   Nel 1096 Papa Urbano II promuove la prima crociata.

   Nel 1099 i crociati “liberano” Gerusalemme massacrando chiunque si opponeva a essi che fossero mussulmani, ebrei o cristiani.

   Nel 1187 Saladino riconquista Gerusalemme.

   Nel 1492 i reali di Spagna, Ferdinando e Isabella, ordinano che tutti gli ebrei vengano battezzati pena l’espulsione. Inizia un grande esodo di ebrei verso la Turchia, il Nord Africa e i i Balcani mentre diverse migliaia di ebrei restano però convertendosi al cristianesimo.

   Nel 1516 gli ottomani riconquistano la Filistea governandola fino al 1917 suddividendo il territorio in vari distretti a modello di Gerusalemme.

   Nel 18311 fino al 1840 il viceré riformatore dell’Egitto, Muhammad Ali, estende il suo regno sino alla Palestina.

   Nel 1840 l’Impero ottomano riconquista la Palestina e subito impone al popolo realizzazione di proprie riforme.

   Nel 1862 viene pubblicato il primo libro sui sionisti da Moses Hess dal titolo Il risveglio di Israele. Roma e Gerusalemme, l’ultima questione nazionale.

   Nel 1882 alcuni gruppi di ebrei russi fuggiti dai pogrom fondano le prime comunità sioniste dando così origine alla prima aliya (migrazione verso la Terra Santa).

   Nel 1896 un giornalista austriaco, Theodor Herzl pubblica Lo stato ebraico in cui sostiene l’idea di uno stato nazionale ebraico preferibilmente in Terra Santa.

   Nel 1897 Theodor Herzl organizza il primo congresso sionista a Basile in Svizzera.

   Nel 1904 inizia la seconda aliya (migrazione verso la Terra Santa).

   Nel 1914 scoppia la Prima Guerra Mondiale.

   Nel 1916 Francia e Gran Bretagna stipulano l’accordo Sykes-Picot per stabilire come dividersi l’Impero ottomano alla fine della guerra. Alla Gran Bretagna toccherà la Palestina.

   Il 2 novembre 1917, con la dichiarazione Balfour, il governo inglese appoggia l’idea della formazione di uno stato ebraico in Palestina. Circa un anno dopo e precisamente il 9 dicembre 1917 l’esercito inglese, al comando del generale Edmund Allenby entra in Gerusalemme per poi occupare l’intera Palestina.

   Nel 1919 la conferenza di pace tenutasi a Versailles dichiara finita la guerra e conferma il controllo della Francia e dell’Inghilterra su tutto il Medio Oriente.

   Dal 1919 fino al 1923 riprende quella che sarà la terza aliya.

   Tra il 1920 e il 1921 scoppiano rivolte arabe nelle città Hebron, Gerusalemme e Giaffa contro gli ebrei. Di conseguenza nascono le milizie sioniste.

   Tra il 1924 e il 1932 è praticata la quarta aliya.

   Tra il 1933 e il 1935 si pratica la quinta aliya.

   Tra il 1936 e il 1939 i palestinesi si ribellano e la commissione inglese Peel propone la divisione della Palestina affidando 2/3 agli arabi e 173 agli ebrei.

   Nel 1939 scoppia la Seconda Guerra Mondiale e nel 1945 finisce.

   Nel 1946 il governo inglese direziona il flusso migratorio ebraico dall’Europa verso la Palestina. Ingur Zvai Leumi (organizzazione militare nazionale) risponde con una campagna terroristica.

   Il 29 novembre del 1947 L’Inghilterra rinunzia alla sovranità su questo territorio e a essa subentrano le Nazioni Unite che decide di dividere la Palestina in due stati.

   Il 10 aprile del 1948 L’Irgun massacra cittadini arabi a Deir Yassin e ii palestinesi abbandonano le proprie case.

   Il 14 maggio del 1948 scade il mandato britannico. Viene fondato lo Stato di Israele e cinque eserciti arabi si affiancano ai palestinesi per attaccare Israele che li sconfiggono. La Giordania conquista la riva ovest del Giordano mentre l’Egitto conquista la Striscia di Gaza (gli israeliani avevano occupato questi territori durante la guerra dei sei giorni nel 1967). La guerra produce settecentottantamila profughi palestinesi, la metà fuggì per paura mentre l’altra fu costretta ad ospitare nelle proprie case gli immigrati ebrei provenienti dall’Europa e da altri stati arabi. A questo punto ritengo inutile continuare questa cronistoria visto che “tutti la conoscono”.

Paolo Laurita
Paolo Laurita
Articoli: 22