Chiarezza sul caso don Franco

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Lucia Corbo

Gent.mo luigi Pistone

ho letto con interesse il suo  articolo sull’avvicendamento di parroci e la ringrazio per la professionalità dell’approccio. Vorrei farle notare però che nel caso di don Franco la questione non è la rotazione di cariche di routine nella Chiesa da qualche anno (già da due anni era stato affiancato da don Cozzi)  ma  un effettivo meritato  pensionamento con il contemporaneo allontanamento fisico, a 85 anni,  dalla canonica. Infatti don Franco non viene nominato parroco in altra parrocchia ma invitato a lasciare la sua attuale residenza con un incarico che sembrerebbe di declassamento a collaboratore di un altro parroco, che sappiamo bene non essere tale. Dopo 50 anni di comunità “familiare” vissuta con sacerdoti di varie nazioni, a lui affidati per formarli e accompagnarli nella esperienza pastorale, gli si impone di andare via dalla canonica casa che ha occupato per 55 anni, senza motivazione (e questo è quello che dispiace ai suoi parrocchiani). Uno sfratto che la legge italiana non permetterebbe, tanto per dire. Don Franco potrebbe continuare a vivere lì e aiutare, se richiesto, il nuovo parroco che sembra ben disposto a conviverci. Quale la motivazione pastorale di questa scelta? Quale atto di bonaria tutela di un sacerdote anziano mandarlo via dal suo gregge nella fase più delicata della vita in cui il gregge potrebbe restituirgli sostegno e affetto?

Speriamo che il Vescovo sappia confrontarsi e chiarire il perché alla comunità smarrita da questa decisione.