A pochi giorni dalla elezione del nuovo/vecchio Presidente degli Stati Uniti d’America gli organi d’informazione di tutto il mondo hanno già decretato il futuro, il passato e il presente di quel Paese con quel presidente.
È sembrato di assistere a trasmissioni di tipo sportivo e più precisamente dove si parlava di calcio dove ogni partecipante è un esperto, un tattico del pallone, un “allenatore” e giù formazioni, strategie e altro ancora dove pareva che l’oratore di turno esprimesse le “verità assolute”.
Purtroppo, in verità, si è sentito soltanto gente che, “categoricamente” affermava che chi non condivideva le sue idee (ammesso che ce ne siano di comprensibili) era fascista, comunista o semplicemente “stupido”.
Molto spesso è capitato anche di ascoltare che l’America fosse giunta al declino a causa dell’eccessivo capitalismo visto che il nuovo presidente è un ricco “imprenditore capitalista” caldeggiato da altri pochi “paperoni” capitalisti pronti a sfruttare il popolo americano a scapito della democrazia e della libertà.
Certo non è un caso se l’economia capitalistica si sia originariamente sviluppata in quella parte del mondo dove milioni di persone hanno appreso, soprattutto dall’Europa, di non considerare il mondo come un mero luogo dove condurre passivamente la propria esistenza senza indagare e sperimentare con specifiche finalità per il benessere collettivo.
La grandezza dell’America, dunque, si è formata perché il popolo ha perseguito uno stesso fine accomunando creatività e cooperazione che rappresentano proprio gli elementi indispensabili per la crescita di un popolo.
Se tutti noi, con un minimo di cognizione in materia economica, giungiamo alla conclusione che l’imprenditore è e deve essere, costantemente impegnato a costruire una comunità di lavoro nella sua azienda per una sempre maggiore crescita e stabilità economica dell’azienda, capiamo anche come sia esaltato lo spirito di squadra e quanto deve affidare, a validi collaboratori, la fiducia per la salvaguardia, la gratificazione e il profitto utile per il lavoratore e il posto di lavoro.
Comunque, qualunque fosse stato il presidente eletto questi parametri devono essere rispettati, perché sono la base della economia, passata, presente e futura.
Tutto il resto sono “chiacchiere”.


