Antropometrie nella politica, cultura o cos’altro ancora?

di asterisco

Lo spettacolo che ci viene offerto dalla nostra classe politica di questi tempi ha qualcosa di paradossale. Siamo costretti a guardare un mondo surreale, indefinibile e amplificato ad arte nelle sue visibilità mediatiche. Un autentico guazzabuglio che ci riporta alla mente il famoso sofisma: ”L’uomo è misura di tutte le cose” e da quel che vediamo ci si domanda, a ragione, se possa esistere un qualche sistema metrico da applicare. Lungi da noi il voler rifarsi alle strampalate teorie lombrosiane, nel senso dell’antropometria come scienza esatta, tentiamo di valutare la caratura, per non dire statura, dei personaggi che affollano la scena politica.

Nei vari ministeri sembra valga oramai la nota proprietà commutativa che, detta in soldoni, suona così: ”Cambiano i suonatori ma la musica è sempre la stessa” e un ministro della cultura, che si è esposto o è stato messo alla berlina con intenti ben precisi, diventa la notizia del giorno, ma non succede diversamente in altri ministeri, si va avanti comunque costi quel che costi, importante è  lo stare a galla in un mare in tempesta di cui non ci si rende conto e in cui muoiono solo dei poveri disperati alla ricerca d’una possibile sopravvivenza! Tutto questo non accade però solo in ambito governativo, l’opposizione non è da meno nel voler giocare su di un terreno senza confini, incommensurabile, in cui si trova sempre all’occorrenza il Protagora di turno e si perde il senso della misura, contumelie verbali, puro esibizionismo dialettico, appunto!