Ma, San Giuliano chi…mica l’Ospitaliere?

di asterisco

Facciamo tutti fatica a comprendere come il Ministero della Cultura sia stato ridotto a un ospizio, in cui spartire l’immenso patrimonio di risorse culturali che un territorio unico come l’Italia possiede, tra personaggi i più disparati nei loro agganci politici incontestabili al di là delle loro competenze professionali, fatte le debite eccezioni.

A voler scomodare l’agiografia cristiana e quel famoso Jacopo da Varazze che ne è stato uno dei maggiori autori, ci sembra giusto accostare quel che accade oggi al nostro ministro omonimo, alle vicende del santo in gioventù dall’indole irruenta e battagliera, non per nulla rappresentato sempre con uno spadone nell’iconografia classica per sottolineare la sua passata nobiltà guerriera. Di ritorno da una battaglia e trovando due persone a letto nel suo tàlamo nunziale, che la moglie aveva ceduto ai suoceri inconsapevole dell’arrivo improvviso del consorte, credendo invece di trovare la moglie con un amante, preso dall’ira uccide i due ignorando che fossero proprio i suoi genitori. Per espiare la grave colpa si fa prima eremita e poi fonda un ospizio per dare un riparo ai viandanti, da cui il suo appellativo.

Qualche analogia ci vien voglia di fare, senz’altro con le dovute differenze, con l’arroganza del potere politico, e ahimè culturale, del titolare della sede ministeriale nel palazzo del Collegio Romano attorniato come prassi da collaboratori e influencer presi alla meno peggio. Una volta resosi conto della situazione nella quale si era trovato corre ai ripari andando a piangere sommessamente davanti alle telecamere di un servizio pubblico, si fa per dire, esibendo scartoffie e mettendo all’asta la sua privacy  e le sue capacità gladiatorie nella sfera amorosa  che diventano così  puro gossip, tutt’altra cosa dello spadone di San Giuliano l’Ospitaliere!