Anche in Basilicata il governo dei migliori

Crisi risolta in regione Basilicata. Bardi si è superato e, da navigato politico, ha messo su una giunta che farà mirabilie. Recuperati alla grande i consiglieri che rischiavano di tornare a casa, poverelli, a seguito dell’azzeramento della giunta, anzi, promossi assessori, secondo il principio del diritto alla pagnotta acquisito. Fuori Fratelli d’Italia, con i fuochi d’artificio di un neo assessore che, per diventare tale, si è dimesso dal partito di provenienza, appunto Fratelli d’Italia, la cui militanza, peraltro breve assai, evidentemente portava male.

Il motivo che ha portato fuori da ogni giunta, regionale come potentina, il partito di Giorgia Meloni, rimane un mistero inestricabile: incompatibilità nazionale sopravvenuta col resto del centro destra o strategia del generale Bardi?

A ogni modo la Giunta ora c’è e sarà anche tosta, c’è da scommetterci, perbacco. Male che va chiederanno aiuto al centro sinistra e questo chiederà poltrone, caspita, e come si farà? Beh!, una maniera si troverà, diamine.

La nuova giunta mi aspetto che verrà contrassegnata come la giunta dei migliori, secondo un trend ormai comune a ogni centro di potere. E noi ci crederemo. Perché, nonevèro, i due nuovi assessori che rischiavano di tornare a lavorare, sono delle risorse, come suol dirsi, rilevanti assai, che chissà perché non li avevano fatti assessori prima.

Il governatore Bardi, comunque, si è superato: risolta una crisi profondissima, perché si basava sulle pagnotte o coppole o poltrone, quindi difficilissima, altro che crisi politica, intesa come collisione di idee e progetti. Il progetto unico residuo è quello che si risolve nella spartizione matematica del potere, che poi, regala fette più grandi se i commensali sono in numero minore e Bardi si è dimostrato abile esecutore di porzioni millimetricamente perfette, dopo aver fatto pulizia dei meloniani.

Riamane un dubbio amletico su Fratelli d’Italia di Basilicata: da partito rosa, nel senso che era di esclusiva proprietà di Gianni Rosa a partito dell’accoglienza, incapace però di conservare le poltrone. Insomma non sono buoni loro a conservare le poltrone o sono tanto bravi che uno stato generale di mediocrità diffusa li vede come nemici giurati? Vallo a capire.

Dai, ammettiamolo, possiamo essere orgogliosi di essere lucani, il paese dove le crisi politiche (e giù risate) si risolvono senza neanche un Draghi che esca dal cappello, senza spargimento di sangue e con risultati che fanno pensare ad un futuro rosa, e non sto sfottendo nessuno, giuro.

Notizie dell’ultima ora danno l’ex assessore Leone in uscita dalla maggioranza, quindi da Forza Italia, chissà, tipo forse “mi sono scocchiato” che pure ha una sua connotazione di spessore politico di estrema rilevanza.

Insomma a raccontarla a un amico americano ci sarebbe da rimanere incantanti da cotanta tracotante miseria politica, ma a noi, lucani, non fa specie; noi, sudditi di lungo corso, ne abbiamo viste tante, ma tante che fare assessori consiglieri di risulta a rischio ritorno a casa, ci lascia beffardamente indifferenti.

Che volete, sudditi sì, ma con classe, sudditi snob, una nuova dimensione sociale.

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Luciano Petrullo
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