Il pensiero letterario e il pensiero scientifico

È sempre esistito un muro tra il pensiero letterario e quello scientifico dovuto alla differente cultura e al fatto che i due mondi accademici si guardano con diffidenza e raramente si incontrano. Ribadisco la forte divergenza di cultura perché ai ragazzi, già nelle medie, viene fatta la fatidica domanda: Continuerai gli studi in ambito letterario o scientifico?; inoltre sono pochissimi i giornalisti, gli scrittori e i cosiddetti intellettuali che affrontano entrambi gli argomenti.

È vero: l’approccio è diverso; la verità scientifica si basa su dati, quella letteraria è spesso travolta dall’emotività che interpreta a proprio modo i fatti; per esempio in America tanti sono ancora convinti che le elezioni di Biden siano state truccate e che abbia vinto Trump, e molti pensano che la pandemia sia dovuta ad una cospirazione di multinazionali bramose di guadagnare. In sintesi spesso la verità emotiva e quella scientifica si contraddicono.

Nella letteratura moderna pochi sono i libri che affrontano entrambi gli argomenti, uno di questi è “Klara e il sole”, l’ultimo sforzo letterario del premio Nobel della letteratura Kazuo Ishiguro, pubblicato lo scorso maggio da Einaudi.

Klara è un umanoide creato per imparare le emozioni umane al fine di diventarne una specie di assistente, o in questo caso, confidente. Ci sono due fasi del suo apprendimento. La prima è abbastanza breve e avviene mentre è esposta in vendita in un negozio; dalla vetrina osserva gli umani e li studia attraverso i gesti, le espressioni del viso e le poche parole che passano attraverso il vetro; inizia anche a osservare il sole che è essenziale per lei in quanto fonte di energia. La seconda fase è molto più delicata in quanto si occupa di una ragazzina malata; tra i due nasce un rapporto di confidenza molto stretto che si espande anche alle persone a lei più vicina.

È un libro carico di emozioni, nel quale si vedono i limiti e le incoerenze dell’essere umano. Il mondo scientifico e quello letterario si sovrappongono ed è ovvio che, data la cultura di Ishiguro, prevale il secondo, però nel libro vengono citati più volte argomenti scientifici, di cui il più ricorrente è l’editing genomico; in effetti l’ingegneria genetica insieme all’intelligenza artificiale sta facendo dei passi enormi e non è lontana la possibilità di modificare, o meglio, correggere il DNA umano.

Un altro esempio è il libro “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, però il pensiero scientifico dello scrittore, laureato in fisica, è esclusivamente nel titolo. Infatti è la storia di ragazzi che vivono isolati ed emarginati per la loro difficoltà nel relazionarsi con i coetanei. Un’opera bellissima e ricca di emozioni.  

La barriera tra i due saperi è più evidente nei paesi dell’Europa meridionale, tra i quali ovviamente l’Italia. In effetti nei paesi anglosassoni e americani il libro di Ishiguro è tra i più venduti nel 2021, mentre in Italia non rientra tra i primi cento e questo secondo me è un errore culturale: le due comunità devono rompere la loro diffidenza per incontrarsi e trovare dei punti in comune, però di recente sono nate delle iniziative in tal senso. Nel febbraio dell’anno scorso le Università di Bologna e Perugia hanno avviato il progetto “Inventio”; lo scopo è proporre a vari istituti tecnici e professionali di introdurre le materie filosofiche, e creare una rete nazionale di scuole che condividano il valore educativo dell’iniziativa.

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Enrico Casartelli
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