Absit iniuria verbo. Berlusconaia …o… berlusconaglia… questo il busillis?

Alcuni anni fa una parola abusata da molti politici e illustri pennivendoli era grande ammucchiata, quasi un Leitmotif che come una palla da bigliardo rimbalzava da una sponda destra a una sinistra con l’intento di far cadere alcuni birilli che naturalmente stavano al centro. Il funerale di stato a Milano sembra, a ben vedere, averne fatta l’apoteosi.

I commenti più svariati sulle molteplici presenze dentro e fuori la cattedrale meneghina, analisi semantiche sulle parole profferite da personalità di rilievo così come di semplici astanti famosi o presunti tali, ex rivoluzionari e rottamatori con esperienze veliche, cori da stadio altrettanto inopportuni o quanto meno nella sede sbagliata, trattandosi pur sempre di un funerale di stato, un ambaradan mediatico in diretta che ci porta ad amare considerazioni.

Se questa è la società italiana nel secolo Duemila, come sembra, vogliono farci credere (a proposito l’incontro istituzionale recente con il baluardo in persona dell’intelligenza artificiale non ci dice nulla?) c’è da preoccuparsi seriamente per il futuro soprattutto politico che ci aspetta. Già è possibile immaginare le dispute a cui si andrà incontro tenendo in debito conto ciò che vediamo e leggiamo, quasi che debba sortire qualche importante personalità da questa berlusconaia, ci sia consentito coniare questo termine, augurandoci che non diventi una berlusconaglia appunto con licenza de’superiori!

radionoff
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