di Caterina Iannelli
Nel vasto panorama delle cure miracolose del terzo millennio accanto all’acqua con il limone al mattino, all’autoabbraccio motivazionale davanti allo specchio e ai cristalli che vibrano (ma solo se glielo chiedi con gentilezza), spunta lei, la nuova stella della salute mentale: la pet therapy.
Sì, proprio quella roba dove ti mettono in braccio un cane, un gatto o se sei veramente fortunato un coniglio nano con problemi di autostima e magicamente puff passa l’ansia, torna la gioia di vivere e magari ti viene anche voglia di telefonare a tua suocera.
Pare che accarezzare un animale riduca lo stress, abbassi la pressione e aumenti l’ossitocina. Tradotto: se Fuffi ti lecca la mano, il tuo cuore ringrazia. Certo, se lo fa un essere umano in metropolitana, chiami la polizia. Ma vabbè, dettagli.
La pet therapy non fa distinzione: bambini, anziani, manager col burnout e influencer in crisi esistenziale. Tutti uguali davanti al labrador terapeutico. E anche chi è allergico con occhi gonfi e naso che cola viene curato… nell’anima, s’intende.
Un cane ti ama per quello che sei… anche se sei te.
Nessun altro essere vivente è così entusiasta di vederti dopo 12 ore di assenza, nemmeno se vivi con tua madre. Il cane ti ama anche se non hai successo, il gatto ti tollera persino se hai votato male e il criceto ti giudica solo un po’. Perché in un mondo che ci vuole sempre performanti, essere accolti da un essere peloso che non ti chiede come stai, ma ti porta la pallina, è quasi commovente.
Diversi studi tra cui uno commissionato da un’associazione di golden retriever con l’ansia da prestazione confermano: con un animale accanto si dorme meglio, si piange meno, si urla meno al traffico e si abusa moderatamente di ansiolitici. Il che potrebbe rovinare il business di metà farmacie italiane, ma hey, nessuno ha detto che la rivoluzione non abbia le sue vittime.
Insomma, la pet therapy funziona. Fa bene al cuore, all’umore, e a volte anche alla linea (soprattutto se il cane è iperattivo e ti obbliga a 14 passeggiate al giorno).
Quindi se la vita ti abbaia contro, non rispondere con rabbia. Accarezza. Respira. E magari, adotta.
Nel peggiore dei casi, dovrai solo cambiare più spesso il tappeto.


