Zucchero e sale salveranno il mondo

di Rocco Sabia

Una delle questioni più gravi del pianeta Terra e di impellente soluzione è l’ecologia. Essa, col passare del tempo, è diventata motivo di divisione tra chi le cause dei danni le attribuisce all’inquinamento e chi invece all’esaurimento delle risorse. Tutti e due gli schieramenti hanno ragione, è la priorità del problema che in verità divide gli uni dagli altri.

Per i primi la causa principale dei “guai” della Terra è la distruzione delle foreste del Nord-Europa e di quelle tropicali.

Certo è che la Terra è andata incontro a una selvaggia deforestazione che è stata la causa principale della diminuzione, specifica globale, delle falde acquifere e ciò è evidenziato soprattutto nel continente africano dove, come conseguenza è iniziato un “esodo di massa” dei popoli del Sud dell’Equatore verso l’Europa e le Americhe.

Mentre la motivazione dell’esaurimento delle risorse adduce tra le motivazioni anche la estinzione di tantissime specie vegetali e animali a causa dell’incuria dell’uomo e che in questo momento non sa come porvi rimedio.

A questo punto la domanda è: «La terra deve rimanere un luogo abitabile o no?».

La risposta al quesito è scontata, tutti vogliono e sono disposti a operare per la “salvezza” del pianeta.

Ma purtroppo ognuno è convinto di avere la soluzione in tasca e quindi c’è il potente di turno che con fitti bombardamenti risolve il problema della fame assottigliando, indiscriminatamente, le popolazioni.

C’è chi tra bombe e minacce instaura nuove democrazie che permettono ai popoli di auto determinarsi (ovviamente i sopravvissuti).

Ebbene tra tutti questi operatori di “progressi, benesseri e felicità” c’è anche il nostro vecchio continente: l’Europa.

Comunque l’Europa già dal 2004 era intervenuta con delle precise normative a salvaguardia della salute pubblica e l’Italia, nello stesso anno, nella sua qualità di “membro fondatore della C.E. emanò il decreto legislativo n. 51in attuazione della direttiva comunitaria 2001/111/CE, che rendeva obbligatorio l’uso dello zucchero in modo preconfezionato (bustine monodose) in distribuzione nei bar e nei pubblici esercizi.

Tale norma, sostituiva la zuccheriere e il suo cucchiaino, con l’uso delle bustine come soluzione per motivi igienici e garanzia della qualità del prodotto.

Purtroppo, tra una bomba, un’invasione e qualche migliaio di morti ci si è accorti che lo zucchero, distribuito in maniera monodose, non ha prodotto quelle soluzioni sperate, anche perché basta il lancio mortale di un solo drone a danneggiare la natura molto più di quanto ha potuto “recuperare” la “bustina di zucchero”.

Ma il saggio Vecchio Continente non demorde e interviene ai “disastrosi verdi provvedimenti” e lo fa con la massima energia possibile per la soluzione dei problemi del Mondo.

E lo fa proprio mentre ci sono navi attraccate in attesa di trasportare petrolio da un paese all’altro senza correre il rischio di essere bombardate e mentre strazianti urla implorano di fermare le guerre che tendono solo allo sterminio di massa.

L’Unione Europea, visto che non è stato sufficiente emanare direttive, se pur distruttive per l’industria automobilistica europea e ancor meno le “illuminate” presenze elette per il suo parlamento e per il quale l’Italia ha ampiamente contribuito (una per tutti è l’On. Salis della quale però l’Italia ha dimenticato di aggiungere un po’ di “cum grano”).

Ebbene l’Unione Europea ha, per essa e solo per essa, deciso di emanare una ennesima soluzione risolutiva per la pace e la felicità dell’umanità che entrerà in vigore il cioè che il 12 agosto del 2026.

In tutta l’Europa scatterà, infatti, il divieto di utilizzare le bustine monouso di zucchero e questo divieto sarà valido anche per tutto ciò che prevedono (Ketchup, maionese, sale, olio, salse) nei bar e ristoranti.

Il regolamento UE mira a ridurre i rifiuti da imballaggio (Ppwr), promuovendo l’uso di zuccheriere o dispenser ricaricabili.

Forse questa sarà la volta buona per il “bene dell’umanità”.