Zes Jonica: Cestari (ItalAfrica), gli strumenti per accelerare investimenti

di Arturo Giglio

La riperimetrazione delle aree Zes Jonica includendo nuovi lotti e particelle sulla base dell’effettivo interesse da parte di potenziali investitori, l’istituzione di un’unica autorità portuale per gli scali pugliesi sia ionico che adriatico, con i porti di Bari, Taranto, Brindisi, Manfredonia, Barletta e tutti i porti minori, come  la seconda Zona franca doganale (Zfd) a Ferrandina, dopo quella di Taranto, sono tutte proposte significative purchè rivolte, attraverso nuovi strumenti, a favorire l’accelerazione degli investimenti. Lo sostiene Alfredo Cestari, presidente Camera ItalAfrica, impegnata con progetti a promuovere investimenti italiani ed esteri nelle Zes del Sud. In particolare – aggiunge – un’unica autorità portuale rappresenterebbe uno snodo fondamentale per i traffici tra Asia, Europa e Nord Africa, valorizzando lo sviluppo delle aree retroportuali attraverso attività di supporto alla logistica di cui si avverte la necessità. C’è un legame tra industria, logistica e porti, che può dare impulso allo sviluppo di aree industriali del Mezzogiorno che vivono condizioni di difficoltà e in parte sono dismesse. Per Cestari lo sblocco, con le autorizzazioni, di 45 progetti mentre altri 70 sono in istruttoria, è senza dubbio un buon segnale di ripresa. Abbiamo sostenuto dal primo momento il ‘Piano Mattei’ della Premier Meloni perché rappresenta quel modello virtuoso di collaborazione e di crescita tra Unione Europea e nazioni africane che come Camera ItalAfrica stiamo sperimentando con buoni risultati da qualche anno e che nelle Zes trova ulteriori strumenti efficaci di cooperazione economica e di intensificazione import-export. In proposito la nostra azione si svolge attraverso “Sud Polo Magnetico”, che contiene numerose  iniziative partendo dalle esperienze positive e consolidate negli anni delle Zes realizzate in ambito Ue ed extra Ue per indicare come rafforzare il ruolo strategico di queste aree a cominciare dalla ‘governance’. Una delle criticità emerse attiene alle modalità di finanziamento del credito d’imposta Zes, che avviene ogni anno per mezzo della legge di bilancio. Riteniamo necessario finanziare questo strumento fiscale su un orizzonte pluriennale». 

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