Valenza apotropaica dei toccamenti o prurito esistenziale?

di asterisco

Sembra a esser seri una caratteristica universale del turista contemporaneo, italiota e non, che dovunque vada senta il dovere di lasciare una traccia del suo passaggio. Si passa dai lucchetti lasciati nei punti più impensati del Bel Paese alle toccate e fuga su qualche celebre monumento statuario.  

Una mania contagiosa inarrestabile che ci riporta alla recente notizia apparsa sulla stampa con la foto della statua di Giulietta, nel famoso palazzo di via Cappello a Verona, dedicata all’amore, che presentava sul seno destro un foro causato dal logorio della superficie bronzea soggetta ai continui toccamenti dei turisti.

E poiché il porta bene da noi è molto sentito e nel rispetto dei valori risorgimentali e garibaldini che hanno prodotto l’unità nazionale, il profondo Sud non poteva non distinguersi dal profondo Nord con la formosa statua della spigolatrice di Sapri e relativi toccamenti del lato B, nella speranza che resista, ci si augura alla notevole usura nel tempo! Nel lungo segmento di territorio che va da Verona a Sapri e sempre alla luce dei valori unitari nazionali non poteva poi mancare una località centrale dedicata ai toccamenti e questa  però del musetto del porcellino, celebre fontana bronzea del Tacca, a Firenze!

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