Uomini di fede, giammai di ragione

Draghi chiede un atto di fede ai ministri, ai parlamentari e agli italiani. Il concetto è più o meno questo: mi avete voluto?, bene allora fidatevi e non rompete le balle. In fondo siete venuti a cercarmi voi, io non mi sono proposto, indi, pedalare.
E in effetti è così, per mesi si è ventilato il suo nome come salvatore della patria, e sul punto dovremmo pur intenderci una volta, su cioè cosa significhi salvare la patria, poi Mattarella lo ha chiamato (almeno questa è la vulgata) e lui ha detto più o meno “se proprio insistete, eccomi qua”, col sottotitolo “però faccio come dico io”. I partiti hanno risposto va bene, anzi benissimo, ed eccoci qua a discutere sulle deformazioni della democrazia italiana, sul bene dell’Italia e sul bene degli italiani.
La situazione, pertanto, è questa: i politici italiani, nella loro stragrande maggioranza, hanno fede in Draghi. Gli italiani, non so. Ma loro mutuano le posizioni dei partiti che sentono vicini e poi, diciamolo, di cosa pensino gli italiani, ai piani alti, non frega niente a nessuno.
Pur rimanendo un dubbio sulla possibilità che i politici, specie se rappresentanti del popolo, possano essere uomini di fede, nei confronti del premier, dubbio pesantissimo, rimane il fatto che fra esser uomo di fede e esser uomo di ragione, la prima soluzione è di indiscutibile maggior comodità.
L’uomo di ragione deve avere un pensiero critico e i ministri, per esempio, non lo hanno. L’uomo di ragione pensa, discute, vuole convincersi, si convince, convince, chiede spiegazioni, soprattutto; l’uomo di fede, no. Gli basta sapere cosa deve fare. Alzare un braccio? Perfetto, eccolo alzato. Schiacciare il pulsante a destra? Et voilà, schiacciato. Tanto chi doveva pensare e scrivere lo ha già fatto.
La fede è comoda anche perché deresponsabilizza. Tutto grava sulle spalle del comandante.
Evidentemente, però, il politico di fede, e non di ragione, non ha motivo di esistere. Gli strumenti che costituzione e leggi gli danno, sono tipici da uomini di ragione: credere ciecamente non necessita di strumenti particolari, per dire, basta una strizzata d’occhio o una stretta di mano, o anche, di questi tempi, un messaggio WA.
Ma è proprio per questa intrinseca comodità della fede che, alla fine, le religioni torneranno a trionfare. Fede e un pizzico di fatalismo e il più è fatto. Certo bisogna obbedire, altrimenti ci aspetta l’inferno, la punizione, che in terra si tradurrà in qualcosa che va dalla galera alla ghettizzazione, secondo una scala a decrescere. Ma la fede aiuta anche in questo. Basta accettare supinamente la punizione, chiedere scusa e promettere che tutto cambierà. Tosto, arriverà il perdono, alias pacca sulla spalla e saluti alla signora, e …mi raccomando, non ti scordar di me che sono stato tanto buono.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna su

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi