di asterisco
Occorre sottolineare che da diverso tempo la Basilicata eccelle a livello europeo per le sue a dir poco mirabolanti e stravaganti strutture per incentivare il turismo. I nostri solerti amministratori locali, sempre più in preda a un bulimico fervore operativo, nella ricerca di una valorizzazione del proprio territorio non si rendono conto di snaturare in toto la fruizione unica e più naturale del patrimonio paesaggistico che la regione è in grado d’offrire, correndo dietro progetti e realizzazioni assai discutibili a livello ambientale e nella loro prospettiva futura a causa delle endemiche carenze e imperfette sinergie della nostra regione.
Dai ponti tibetani di varia lunghezza al volo dell’angelo e alle slittovie delle Dolomiti lucane siamo di recente passati al progetto di una pista da sci ogni tempo in materiale sintetico sul Monte Carmine d’Avigliano e infine all’altalena più alta d’Europa sul Monte la Rotonda del Marmo in quel di Vietri di Potenza. Una frenetica offerta di panorami mozzafiato trascurando gli elevati costi di realizzazione e in particolare di manutenzione richiesti e spreco assoluto di risorse, rispetto a una messa in opera d’una salutare e semplice rete di sentieri più consona a un turismo sostenibile all’insegna ( poiché siamo nell’ottavo centenario del poverello d’Assisi) del bastone di San Francesco! Le tante sommità d’interesse panoramico di cui è ricca la nostra regione sarebbero fruibili in maniera davvero sostenibile o più green, a voler usare un termine oggi inflazionato, che non richiede un ambaradan tecnologico e stupefacente di cui si fa fatica a capirne le ragioni.
In maniera analoga e con le debite distinzioni di fronte a tali manufatti attrattivi si rimane dubbiosi e stupiti come davanti all’inventiva scoperta della carta igienica al posto delle foglie verdi di farfaraccio o cavolaccio (in dialetto dapazze, in botanica petasites officinalis) usate dai contadini in un non lontano passato e per di più con un vantaggio antinfiammatorio!


