Un team di ricercatori ha analizzato il vaccino a mRna di Moderna e quello di Pfizer-BioNtech e ha ricostruito le sequenze di materiale genetico impiegate, pubblicando i dati su GitHub

di Mara Magistromi

Cosa c’è dentro i vaccini a mRna contro Covid-19? Non è solo l’opinione pubblica a esserselo chiesto. Lo hanno fatto anche alcuni scienziati di Stanford, che con i dovuti permessi hanno così analizzato i preparati di Pfizer/Biontech e Moderna per verificare, in particolare, quali sequenze di mRna siano state impiegate. Risultato? Niente di diverso dalle informazioni contenute nei documenti che le case farmaceutiche hanno fornito alle agenzie regolatorie e all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Gli scienziati Andrew Fire e Massa Shoura con gli altri colleghi ci tengono a precisare che per il loro studio nessuna dose di vaccino è stata sottratta o è andata sprecata, anzi. Il team ha chiesto il permesso alla Food and Drug Administration (Fda) statunitense di poter conservare le fiale di prodotto esaurite per poter recuperare quel poco di soluzione che eventualmente fosse rimasto e che sarebbe comunque stato eliminato. Con l’ok delle autorità, i ricercatori hanno potuto così lavorare gli scarti e sequenziare l’mRna all’interno, pubblicandone infine su GitHub la presunta sequenza. Per quanto riguarda l’analisi del vaccino di Pfizer/Biontech, gli scienziati di Stanford hanno constatato una perfetta corrispondenza tra la sequenza di mRna da loro ricostruita e quella già ottenuta a dicembre 2020 da altri colleghi (che hanno anche analizzato tutte le altre componenti del vaccino, tra l’altro), che poi è la stessa che la casa farmaceutica riporta nei suoi documenti ufficiali. La ricostruzione della sequenza di mRna utilizzata da Moderna, invece, è parziale, ammettono gli autori. Tuttavia sono riusciti a ottenere l’intera regione codificante del materiale genetico, ossia l’informazione per la produzione della proteina spike del coronavirus. I vaccini a mRna sono coperti da brevetto, ma, spiegano gli autori, la tecnologia per produrli non è banale, così come non lo è quella per la conservazione e la distribuzione, ed è molto improbabile che qualcuno riesca a fabbricarsi un vaccino in casa. Rendere pubbliche le sequenze di materiale genetico utilizzate nei vaccini a mRna, invece, è molto importante sia per l’opinione pubblica sia per la comunità scientifica: saranno sempre più diffuse tra la popolazione ed è cruciale conoscerle per chi si dedicherà a migliorare gli strumenti diagnostici e clinici, per esempio per distinguere il vero mRna virale da quello dei vaccini durante studi di monitoraggio del coronavirus nella popolazione o per non confondere persone infette con persone vaccinate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.