Uil Basilicata rilancia campagna “Zero morti sul lavoro”

La collocazione della Basilicata in “zona rossa”  con un’incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (Indice incidenza medio, pari a 18,6 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) nei primi sette mesi del 2023 (5 lavoratori morti) e la tragedia della stazione di Brandizzo (Torino) con la morte di cinque operai richiedono un’immediata e pronta iniziativa dei lavoratori e del sindacato: la Uil Basilicata rilancia la campagna “Zero morti sul lavoro” e con il nuovo anno scolastico anche nelle scuole per affermare la cultura della sicurezza. I dati dell’Osservatorio Vega Engineering che confermano quelli dell’Inail che in precedenza ha già classificato la nostra regione in “zona rossa” per l’alta rischiosità di incidenti nei posti di lavoro – sottolinea una nota della Uil lucana – rafforzano la necessità di individuare la sicurezza dei lavoratori tra le priorità in questa fase di ripresa autunnale. E non può non saltare all’occhio l’incremento delle denunce di infortunio che ha riguardato le donne, ormai costante e di gran lunga maggiore rispetto a quello registrato per gli uomini, mentre allarmano non poco la crescita di infortuni e decessi tra i lavoratori e le lavoratrici più giovani e l’incremento di quelli in itinere o con mezzo di trasporto
La Uil dallo scorso anno sta conducendo la campagna “Zero morti sul lavoro”, che è parte integrante dell’iniziativa unitaria Cgil, Cisl, Uil denominata “Fermiamo le stragi”. Un impegno quotidiano contro un massacro incivile. Lo abbiamo fatto in questi mesi e lo ribadiamo: serve un piano nazionale con specifici riferimenti territoriali per aggiornare i Protocolli sulla sicurezza sottoscritti lo scorso anno con il Governo, anche introducendo due capitoli riferiti ai lavoratori fragili e alla formazione. Tutto questo con una specifica attenzione per il comparto delle costruzioni che si conferma quello con maggior numero di morti ed incidenti. Inoltre, la vita dei lavoratori va salvaguardata non solo in fabbrica, in cantiere, in ufficio ma anche nei luoghi frequentati per raggiungere il posto di lavoro come nel trasporto sia con mezzo pubblico che privato che pure rappresenta un alto fattore di rischio. Per tutte queste ragioni bisogna aumentare il numero degli ispettori e delle ispezioni, intervenire con maggiore durezza nei confronti di chi viola le norme sulla sicurezza, fare più formazione soprattutto per i giovani, attuare la prevenzione. Il lavoro deve essere rispettato: la logica del profitto non può valere più della vita.

I nostri interlocutori istituzionali – afferma il segretario regionale Uil Vincenzo Tortorelli – sono innanzitutto il Governo (e i Ministeri interessati) e la Regione per le proprie competenze. Chiederemo al Governo di superare la grave distrazione dimostrata con l’approvazione della  Legge di Bilancio 2022 che non ha previsto nemmeno un euro sulla sicurezza. L’occasione è la Legge di Bilancio 2023 che attende Governo e Parlamento. Quanto alla Regione -aggiunge Tortorelli – il primo passo che attendiamo è la convocazione dell’Osservatorio Regionale per la sicurezza e la definizione di un piano di azioni da mettere in campo in concertazione con Inail, Ispettorato al Lavoro, Asp e Asm, sindacati ed associazioni imprenditoriali.

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