di asterisco
Il linguaggio delle parole, che in teoria dovrebbe distinguere l’animale uomo dagli altri esseri animali, oggi ha tutti i connotati di un qualcosa di abnorme mostruosità, indefinibile nel labirinto lessicale in cui è smarrito, nella forsennata ricerca di modellarlo secondo la sua perversa e disumana follia di potere megalattico, ultraterreno della stessa risma della teocrazia che vuol eliminare.
Con sfacciata baldanza donchisciottesca di un Buffalo Bill da strapazzo accoppiata a un sinistro principe Nosferatu si calpestano le più elementari norme del diritto internazionale, quasi sotto lo stesso effetto dopante da fentanyl che loro chiamano stupefacente strategia militare, una altrettanto venefica droga che semina solo morte di cittadini innocenti e distruzioni di massa in uno scenario di guerre sempre meno circoscrivibili sull’intero pianeta.
Si sprecano solo parole, insignificanti e paradossali nel mistificare la realtà da parte di tutti, meschini trionfalismi da una parte e ipocriti servilismi per mascherare evidenti carenze di capacità di governo di una classe politica nostrana in particolare ed anche europea in senso più ampio. La cosiddetta diplomazia è stata purtroppo accantonata, in un tragicomico gioco di ritorsioni belliche e azioni di autodifesa in ordine sparso lungo un percorso da tempo già minato e pronto a esplodere. Fra i tanti piromani, incendiari e volenterosi dediti allo spegnimento, non è ben chiaro a chi spetti la palla o palma della vittoria.
A essere onesti occorre davvero dar credito a ciò che scriveva Von Clausewitz nella sua celebre opera: la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi?
La nostra Carta Costituzionale intende la politica in tutt’altra maniera: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo (art.11).
Il nostro schieramento governativo, invece non si capisce se voglia partecipare a tale tragico rodeo come spettatore o voglia solo cavalcarne una sagoma degna di un luna park di periferia!


