di asterisco
Leggiamo con immenso piacere la notizia che la fauna del Parco nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese si arricchisce di una nuova specie di farfalla: la Polyommatus ripartii. Quel che colpisce di più sono le reboanti dichiarazioni rilasciate dai vertici dell’Ente Parco, originale areale istituzionale nella piccola realtà lucana sovrasatura di un patrimonio naturalistico di tutto rispetto. Chi sceglie di godersi un siffatto patrimonio attraverso percorsi escursionistici allettanti è costretto a notare l’ingente sproporzione tra comunicati stampa e strutture logistiche presenti o per lo meno in fase di realizzazione nel parco.
Una storia che si ripete da tempo, supportata da un battage mediatico fatto di guide, pubblicazioni varie, iniziative natural-gastronomiche stuccose, afferenti nella maggior parte dei casi a una realtà virtuale e conseguente spreco di risorse economiche. È legittimo sperare che alla tutela del patrimonio ecologico e ambientale si affianchi un conseguente godimento da parte della collettività di residenti e non, almeno per ciò che riguardi un positivo ritorno d’immagine in ambito turistico generale. Crediamo che non basti il lavoro di ricerca, per altro lodevole, di esperti entomologi ma sia necessario in concreto migliorare la piena fruibilità del patrimonio naturalistico della regione Basilicata e allo stesso tempo incentivare una costante opera di educazione ambientale secondo schemi ben collaudati in alcune regioni del nostro paese e relativi parchi. Purtroppo in Basilicata non sempre questo accade!


