Tra gastronomia e cultura c’è una giuli…enne di troppo!

di asterisco

Il vecchio adagio “morto un papa se ne fa un altro” ha da sempre trovato la sua piena canonizzazione nella classe politica nostrana, dopo le note comiche istrionesche che hanno portato alle dimissioni di Sangiuliano, con la nomina di un suo perfetto succedaneo al ministero della Cultura.

A voler considerare la fauna e la flora che vi abbonda potrebbe benissimo definirsi cultura gastronomica, al di là delle supercazzole hegeliane che dir si voglia, non trovando posto nell’altrettanto tipicizzato dicastero dell’Agricoltura impreziosito da ben altre celebri chicche!

Nella nostra tradizione politica c’è sempre un posto a disposizione, quasi una maestria nel saper tappar buchi, tanto il colore non conta basta applicare, parafrasando alla lettera, il celebre slogan pubblicitario: “non è vero che tutto fa brodo, ma è Meloni il vero buon brodo”!

Il saggio programmatico letto dal nuovo ministro non poteva non lasciare sbigottiti gli ascoltatori, per le troppe farciture messe su con una tecnica appunto gastronomica più che culturale, varianti lessicali a dir poco stucchevoli e manco a dirlo, ci sia consentito dire alla giuli…enne!

Se poi occorre aver fiducia in siffatti propositi culturali è giunta l’ora che all’orizzonte si delinei una nuova e tanto agognata egemonia, ma di cosa non è ancora dato sapere!