di Vincenzo Ferretti
La cultura popolare è piena di filastrocche: queste divertenti e affascinanti composizioni che, a volte, sembrano prive di significato, mentre altre volte offrono un senso più profondo. Tuttavia, ciò che le rende sempre piacevoli è il loro ritmo e la capacità di evocare espressioni e immagini paradossali.
Tutto sommato penserete si tratti di un esercizio semplice, un gioco verbale diretto ai bambini. Tuttavia, gli esperti sanno bene quanto sia significativa la filastrocca e altri elementi del folklore infantile, impiegati dalla cultura popolare per comunicare con le nuove generazioni e, allo stesso tempo, trasmettere loro le regole e i valori della propria tradizione culturale.
Di conseguenza, si può affermare che le filastrocche, a una prima lettura, possono sembrare semplici cantilene, ma in realtà spesso nascondono metafore piuttosto intricate. Certamente non ci riferiamo tanto alle filastrocche scolastiche, che pure tendono ad essere più chiare, quanto piuttosto a quelle provenienti dalla cultura popolare, le quali, per la loro natura e storia, risultano più insidiose e, in molti aspetti, anche più affascinanti. Un esempio significativo è fornito dalla seguente filastrocca, raccolta e ancora in uso a Pignola (Potenza), che ha come protagonista l’umile lumaca e che recita così:
“Marrùca caccia cornë,
ta mammë addù dormë
dormë indë u mulinë,
fa na scianca dë prëscinë.”
(Trad. Lumaca, caccia corna,
tua madre dove dorme,
dorme nel mulino,
fa un passo di pulcino.)
Un ritmo e delle assonanze notevoli, non c’è che dire, ma il significato e gli obiettivi non sono facilmente comprensibili, anzi, sembrano quasi sfuggire. Tuttavia, proprio questi versi, che a prima vista possono sembrare privi di significato, celano in realtà una profonda simbologia.
Cerchiamo, quindi, di esplorare e svelare il possibile significato di questa nostra filastrocca, focalizzandoci sulle figure principali. È importante tenere a mente, però, che il campo della simbologia può nascondere insidie, poiché gli elementi hanno assunto nel tempo significati ambivalenti. La chiave di lettura, pertanto, non va ricercata nei singoli simboli ma avendo come riferimento il contesto in cui la figura interagisce.
Evidenziamo, così, che il protagonista di questa filastrocca è evidentemente la lumaca, mentre sono comprimari il mulino e il pulcino. Analizzando le singole simbologie ne avremo:
A) La lumaca. Questi esseri affascinanti e misteriosi, hanno un significato simbolico principalmente positivo. Tuttavia, in questa filastrocca si mette in evidenza la loro caratteristica di avere corna, il che ci offre ulteriori spunti di cui tenere conto.
Il primo punto riguarda il tradimento. Infatti, si usa spesso l’espressione “ha le corna” per riferirsi all’infedeltà coniugale, un modo di dire che ha radici antiche e si collega addirittura al “cornuto” Minotauro, un essere mitologico nato dal tradimento di Pasifae.
Il secondo punto interessante è che nel medioevo le corna delle lumache avevano un significato particolare, associato a figure demoniache. In particolare, nella tradizione laziale, ancora oggi presente, a Roma si usava esorcizzare il periodo in cui le streghe “andavano a caccia di anime”, il 24 giugno, notte delle streghe, con piatti a base di lumache.
Questi due aspetti contribuiscono a dare alla lumaca, soprattutto nella sua rappresentazione “cornuta”, una simbologia negativa, ma più specificatamente il tradimento e la malvagità.
B) Il mulino. Nel secondo verso della filastrocca, si chiede alla lumaca dove riposi la madre e si scopre che “dorme nel mulino.” Il mulino simboleggia la trasformazione, poiché il grano macinato diventa farina, che diventa pane. La sua ruota, invece, rappresenta il fluire del tempo.
C) Il Pulcino. Nell’ultimo verso, si dice: “fa un passo di pulcino”. Nella simbologia cristiana, il pulcino rappresenta la speranza, mentre l’uovo che viene covato simboleggia il sacrificio per ottenere qualcosa di più grande. Il pulcino, pertanto, rappresenta la rinascita e la resurrezione.
Considerando le varie simbologie e il contesto in cui esse sono state qui intrecciate, si può asserire che nella nostra filastrocca, la lumaca con le corna, simbolo del tradimento, nel mulino, simbolo di trasformazione, “dorme”, forse metafora della morte, per tornare rigenerata a nuova vita. Proprio come la farina macinata è destinata a diventare pane della vita stessa. Una rinascita nella purezza di un pulcino, uno dei simboli della Pasqua.
Ecco allora che l’intera filastrocca acquista un significato più profondo e si può intravvedere metaforicamente la figura di Cristo, tradito e crocifisso, che “dorme” ma non muore, prima di trasformarsi in spirito e risorgere nel terzo giorno.
Una rappresentazione così altamente significativa, come può essere la Resurrezione un messaggio profondo trasmesso attraverso un semplice gioco per bambini, raccontata i (me compreso). Peccato che a raccontarcelo sono stati gli adulti che ne avevano smarrito il significato. Così, un messaggio potente, Si ritrova ridotto a curiosa cantilena.
Chi avrebbe mai sospettato che dietro questa nostra filastrocca intricata si celasse un contesto così affascinante, qual è la Resurrezione. [1] Un messaggio profondo trasmesso attraverso un semplice gioco per bambini. Peccato che ci è stato tramandato da adulti che ne avevano smarrito il significato.
Proprio per questo appare evidente che le filastrocche, insieme a molti altri proverbi, costituiscono un prezioso patrimonio culturale da riscoprire.
[1] Louis Charbonneau Lassay. Il Bestiario del Cristo. Ed. Arkeios, Roma. 1994. Nei sepolcri dei primi cristiani venivano spesso introdotti gusci di lumaca come auspicio di resurrezione.


