Stellantis, Ficco-Lomio (Uilm): bene quinto modello a Melfi

“L’intenzione espressa da Tavares di produrre un quinto modello a Melfi, seppure condizionatamente al miglioramento degli obiettivi di competitività, viene incontro ad una nostra precisa richiesta e corona un lavoro sindacale che come Uilm abbiamo intrapreso a tutti i livelli da tempo”. Lo dichiarano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Marco Lomio, segretario generale della Uilm di Basilicata.

“Con l’accordo del 25 giugno 2021 – spiegano Ficco e Lomio – veniva già stabilito che Melfi sarebbe stato il primo stabilimento italiano a produrre solo vetture elettriche, con quattro nuovi modelli che nel prossimo futuro sostituiranno i tre attuali ibridi e benzina. Purtroppo, però, sta diventando sempre più evidente che il passaggio all’elettrico riduce sia la quantità di posti di lavoro sia i numeri di potenziali vendite e dunque abbiamo avanzato richiesta di un ulteriore quinto modello da assegnare alla fabbrica lucana, forti anche della preziosa sponda offerta dalla Regione Basilicata. La ufficializzazione del quinto modello costituisce il conseguimento di un obiettivo importante, nonché il presupposto per qualsiasi accordo da siglare in sede territoriale sul rinnovo del contratto di solidarietà e sulla disciplina delle trasferte. Quanto alle trasferte stiamo provando a concordare tutele e compensazioni per i lavoratori, scongiurando il rischio di una gestione aziendale arbitraria in base alle mere regole di legge assai scarne in materia”.

“Il passo in avanti su Melfi – concludono Ficco e Lomio – rappresenta un ulteriore segnale della progressiva definizione della strategia industriale di Stellantis in Italia, che deve procedere con atti concreti, a partire dalle questioni più urgenti come quella della gigafactory di Termoli, sia in sede sindacale sia in sede istituzionale. Anzi siamo convinti che l’interessamento del Governo sia indispensabile per aiutarci a difendere l’occupazione non solo in Stellantis, ma nell’intera filiera dell’indotto: l’obiettivo di un milione di vetture non è lontanissimo, se si calcola che compresi i veicoli commerciali l’anno scorso siamo arrivati sotto gli ottocentomila e che la produzione sta salendo rapidamente grazie allo sblocco dell’approvvigionamento di microchip, ma può essere raggiunto solo con l’individuazione e il lancio di nuovi modelli”.

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