di Marco Gregnanin
L’ultimo responso elettorale nel nostro Paese ha designato la destra alla conduzione del Governo. Lo stesso Governo ha condiviso, con altri Paesi della Comunità Europea e Internazionale all’invio di armi e soldi all’Ucraina, Paese europeo invaso dalla Russia.
Il contributo, ovviamente, è stato elargito per permettere all’Ucraina di difendersi mentre la NATO e il Mondo intero si sarebbero mossi per una massiccia “ammissione di pace” Col dibattuto e avvolte in disaccordo del principio: si vis pacem para bellum! (se vuoi la pace preparati alla guerra).
Il Governo italiano, insieme alla, elettoralmente perdente, “armata brancaleonica” di sinistra, hanno assunto la prona posizione che i burattinai di sempre richiedono e hanno ottenuto fin dal dopo guerra ad oggi.
Gli interventi, chiamati “missioni di pace”, hanno costi altissimi per soddisfare prima i prossenèta (mediatori d’affari) e poi gli equipaggiamenti che devono essere sempre all’avanguardia, per i classici mezzi d’aria, terra e acqua e generici sostegni logistici.
Questi costi hanno sempre larghe coperture finanziarie perché il danaro è “offerto” dai Paesi (sempre in nome della pace) anche se a scapito dei popoli e tutto questo mentre i falsi pacifisti smuovono ingenti masse di persone porta bandiere arcobaleno.
Un eclatante esempio ci è dato dal passato quando si decise di portare la pace in Libano (che non era in guerra con nessuno, nemmeno con le sue opposizioni) visto che il Libano, tra il Nord Africa e il Medioriente, era considerato come la Svizzera in Europa da cui si controllava il mercato del denaro.
La Libia era divenuto il “mercato degli sceicchi petrolieri mediorientali”.
“Fortunatamente” per riportare “pace e democrazia” sbarcarono i marines. Purtroppo il Paese divenne sede di spietata e sanguinosa guerra civile. L’America, sotto gli ordini della banca mondiale (sic), vigilò affinché non intervenissero Siria, Iran, Palestina e Israele.
Ognuno dei “pacifisti” di allora soddisfatto elogiò i “liberatori del Libano” e non capì mai i lauti guadagni delle lobbie bancarie.
È sempre la banca mondiale il motore delle tragedie belliche, è sempre colei che sovrintende la politica di tutto il medioriente in cui c’è la massima produzione mondiale del petrolio.
Banchieri apolidi usurai si ingrassano sempre più mentre “volenterosi” burocrati della politica estera si adoperano sempre più per la ricerca più redditizia tra il petrolio o le armi e quasi sempre scelgono le armi, perché producono maggiori profitti. Le armi determinano il futuro di regioni e Popoli.
Qualcuno ha affermato che il denaro, “elemento divino” per i cercatori di poteri e ricchezze, “è lo sterco del diavolo”, pur sapendo che il demonio è la componente più peccaminosa essendo egli “produttore di denaro” e di sistemi che discriminano gli uomini, anche e soprattutto con subdoli artifizi, per accumulare ricchezze a danno di chi che sia. Nel frattempo i politici cercano alleanze alla rinfusa, fiutano il vento delle convenienze e si ammantano di importanze che non hanno (vedi Donald Trump come prototipo di satrapo che ostenta il potere attraverso proclami).
Speculari a questi ci sono i dittatori di turno più noti come spergiuri della collettività umana (vedi il Presidente russo Putin, l’invasore dell’Ucraina, i dirigenti palestinesi di Hamas o iraniani).
Si parla di riarmo dell’Europa, delle ricostruzioni per annunciati e prevedibili cataclismi, delle rinascite da quanto si è distrutto con le bombe, ma si parla anche della credibilità di questi governanti “seguaci del Diavolo produttore di denaro”.
La droga del denaro ha sempre tolto e toglie energia ai pavidi, aggiogati a Mammone, uomini piegati all’inconsapevole servizio di tradizionali “liturgie” privi di un pensiero proprio che rivestono anche i panni di banditori dei poteri (le banche) che da sempre applicano il detto: Pecunia non olet (I soldi non puzzano), Pulvis tormentarius non olet (La polvere da sparo non ha odore).Mors ditat eos qui non olfactant eam (La morte arricchisce chi non ne sente la puzza).
Naturalmente la critica, quella di “regime”, taccerà di utopia chi non segue i “cinici del potere” i quali oggi hanno scoperto che la guerra si combatte con la guerra (come già diceva Cesare Augusto), ben sapendo che i più lauti guadagni si ottengono con le dispute armate.
Diceva Ezra Pound: «La vera ignoranza è la non conoscenza della natura del denaro» perché esso deve appartenere al popolo e il popolo deve appartenere al territorio e alla realtà in cui egli vive.
Lo stesso popolo che liberamente si unisce ad altri popoli per creare il solidale consorzio di umanità.


