Se Atene piange Sparta non ride

di asterisco

Questa celebre frase tratta dalla tragedia Aristodemo dell’Abate Vincenzo Monti si addice in pieno ai tempi contemporanei, sia con riferimento alla situazione internazionale su cui aleggiano ombre funeste di assurde violazioni territoriali che nelle frenetiche prese di posizione della nostrana classe politica, di governo come d’opposizione.

Palesi ipocrisie, in particolare a livello istituzionale, le contraddistinguono. Sembra si faccia di tutto per annichilare il nostro senso civico, ammaliandolo con propositi illusori e ambigui, nel tentativo di procacciarsi un risultato elettorale puro e semplice a soli fini personali per poi navigare a seconda del vento che tira, tipicità prettamente italiana che qualcuno s’illude persino di esportare, memore di notorie ambizioni di un tempo passato e che tanti nuovi astoriologi strombazzano ai quattro venti!

Parole come patria, lavoro e famiglia sono modulati a piacimento individuale perdendo il senso della loro valenza storica assoluta e incontrovertibile che gli eventi ormai passati sembravano avessero contestualizzato in modo definitivo. Non è possibile in alcun modo nella ricerca storica cercare l’equilibrio come tra i piatti di una bilancia usando vari pesi, conta ciò che è accaduto e nient’altro!

radionoff
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