Saranno di meno, saranno i peggiori

Sebbene l’Italia sia lo Stato col maggior numero di morti rispetto ai contagi, nel mondo cosiddetto civilizzato, cioè quasi tre volte quello del Giappone, per dire, si continua a sostenere che come l’Italia nessuno nella guerra al Covid.

Non credo si tratti di sfacciataggine e basta, c’è evidentemente dell’altro.

C’è un metodo comunicativo scientifico che, attraverso l’unanime resoconto della bravura e dell’eccellenza italiana, inocula nelle teste dei più la certezza dell’infallibilità dei metodi usati. Il vaccino prima di ogni altra cosa.

Ma, perbacco, se chi si è vaccinato è responsabile di quello che potrebbe accadergli, avendo sottoscritto un consenso informato di non essere informato, se i vaccinatori sono esenti da responsabilità, siccome le case farmaceutiche, il timore di non essere stati infallibili, diamine, è concreto.

E, ancora, se Ursula von der Leyen, Draghi, l’industria, la Commissione europea, le case farmaceutiche del mondo, tutta la stampa planetaria, recitano all’unisono un mantra a favore del vaccino, capperi, qualcosa non sta andando per il verso giusto, se è vero, come lo è, che nei confronti di chi non si uniforma al pensiero dominante, si abbatte la più vergognosa delle censure.

Lo stesso con la guerra. Vietato pensarla diversamente e addirittura vietato porsi domande. Come per i dubbiosi del vaccino, anche per i dubbiosi della verità di stato, la scure del giudizio morale in uno alla censura, palesano una debolezza di argomenti di base e una ferma volontà di uniformare le teste tale da provarne vergogna.

La nostra classe politica latita, non si pone il problema, è decisamente schierata contro gli italiani e al servizio di altri. Si barcamena fra una trattoria e una commissione, bivacca, pascola, chiacchiera, fuma il sigaro, degusta vino rosso, sfila in TV per dire cazzate.

Per fortuna presto ne avremo di meno, di parlamentari. Infatti se si dovesse davvero votare, il loro numero si ridurrà cospicuamente. La ragione vorrebbe che venissero eliminati i più scarsi, culturalmente e politicamente, se non proprio intellettivamente, e comunque la scrematura non ci libererebbe degli indolenti cialtroni, non essendo sufficiente. Ma la ragione non ha diritto di cittadinanza, quindi, verranno portati in parlamento i prediletti dei partiti, quindi i mercenari dell’alzata di mano, i fidi scudieri, i senza pensiero, i cani da guardia, insomma, il peggio, come da consuetudine degli ultimi anni, da quando, cioè, chi vota non può scegliere fra lo stupido e l’intelligente.

Questo sistema avrebbe dovuto portare i partiti a preferire i migliori, semmai non capaci di raccogliere consenso perché tutto tranne che imbonitori, invece ha indotto i partiti a scegliere i soldati semplici, quelli senza arte né parte, senza giudizio, senza pensiero, senza dignità, ma almeno virtualmente fedeli, salvo cambiare partito a ogni sospiro, tradendo anche la fiducia riposta, ma fedeli al partito unico di Draghi, quello che, all’unanimità, ci sta portando al pascolo.

Un sogno? Finirla con questa pagliacciata della democrazia, con la bischerata dell’uno vale uno (vero solo per i politici italiani), e riscrittura della Costituzione con un nuovo articolo uno: l’Italia è una Repubblica tecnocratica, fondata sulla raccomandazione. La sovranità appartiene al Draghi di turno, che la esercita nelle forme e nei limiti di direttive superiori, secretate al pari dei contratti stipulati per i vaccini, quindi per ragioni di salute pubblica, di sicurezza e di fatevi i cazzi vostri.

Luciano Petrullo
Luciano Petrullo
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