Sanità Futura: «La nostra sollecitazione fatta cadere, non ci resta che la mobilitazione»

Riceviamo e pubblichiamo.

La nostra Lettera Aperta al Presidente Bardi e all’Assessore Leone, quale ulteriore sollecitazione del pagamento a tutte le strutture private accreditate di tutte le prestazioni erogate nel 2021, non ha avuto alcuna risposta e pertanto prima di passare alla mobilitazione, chiediamo un incontro urgente al vertice della sanità lucana, per sentire di persona quale recondito e non svelato motivo possa impedire di pagare quel che è dovuto.

Lo abbiamo scritto e lo ripetiamo: i tempi di pagamento non sono un elemento neutrale, alcune strutture non vengono pagate da 6 mesi, il continuo ed incomprensibile ritardo accelera il collasso delle strutture accreditate con tutte le terribili conseguenze sui bilanci e sul personale ma soprattutto verso i cittadini-pazienti che non potrebbero più contare su servizi e prestazioni in tanti casi anche “salva vita”.

Ribadiamo: nel superiore interesse pubblico, che la sanità privata accreditata sta assolvendo ad una rilevantissima funzione ausiliaria e suppletiva delle inevitabili (e comprensibili) difficoltà in cui versano le strutture pubbliche, addossandosi, per conseguenza, una grossa quota di costi per le prestazioni ambulatoriali che sono da troppo tempo insostenibili.

Dando un’ulteriore prova di responsabilità abbiamo voluto usare nella nostra Lettera toni improntati alla ripresa di una collaborazione con la Regione e il SSR, che da parte nostra non è mai venuta meno, immaginando che fosse possibile agire con immediatezza su di una questione che è di facile soluzione, tenuto conto che le risorse finanziarie ci sono e restano stranamente non impiegate. Tra le soluzioni indicate: ormai da anni in Basilicata non operano più strutture di ospedalità privata, dunque, è possibile utilizzare le relative economie dell’anno 2020 e tutte quelle dell’anno 2021, tanto per le prestazioni intra che per quelle extra regionali.

Dobbiamo registrare, con profonda amarezza, che il nostro allarme è caduto nel “nulla di fatto”, ancora una volta appare incomprensibile l’atteggiamento di chiusura e di assenza di confronto trasparente, quando invece le vere soluzioni possono nascere proprio da un’interlocuzione alla luce del sole.  Diciamo questo perché in realtà, pare che gli uffici del dipartimento vogliano spacciare addirittura una proposta di legge come eventuale soluzione del problema. Se così fosse sarebbe l’ennesima tristissima beffa. Quindi, abbiamo il dovere di dare una notizia: la legge già c’è. A cosa serve farne un’altra di inutile complicazione? La risposta sarebbe fin troppo scontata, è un espediente, servirebbe a scaricare il problema sul Consiglio regionale, seguendo un iter ben più lungo e denso di ostacoli e, quando e se fosse approvata, nel frattempo che fine farebbe l’assistenza sanitaria di cui i cittadini lucani hanno un disperato bisogno?  In una situazione di emergenza come questa l’unico atto accettabile che il Governo regionale ha il dovere morale e giuridico di adottare è una semplice delibera di giunta. Ci sono tutti gli elementi per adottarlo: l’urgenza, la legge, una sentenza del Consiglio di Stato e la continuità assistenziale.

In piena trasparenza domandiamo al Presidente Bardi e all’Assessore Leone per quale disegno e a vantaggio di chi, si continuano a sequestrare risorse necessarie a pagare le prestazioni sanitarie erogate, in piena pandemia, nell’anno 2021. Chiediamo inoltre pubblicamente di accettare, senza ulteriori indugi, la nostra richiesta di confronto trasparente, assicurando la partecipazione, a questo punto quanto mai necessaria, di chi frappone eventuali disegni di legge alla vera soluzione del problema. Siamo consapevoli che l’agenda politica attuale è concentrata su altre materie, e però esiste un’agenda fatta di operosità e di bisogni sanitari che non può essere trascurata.

In questa drammatica situazione, produrremo una nostra formale richiesta, informando le altre associazioni di categoria e, in mancanza di accoglimento, non resta che l’immediata sospensione di servizi e prestazioni ed il ricorso ad azioni di protesta, di cui sentirvi responsabili.

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