Salvatore Parolisi e il permesso premio

La notizia di pochi giorni fa del permesso premio concesso a Salvatore Parolisi, ha destato più che scalpore lo sdegno di tutti. Chi è, innanzitutto, Parolisi? Noto alle cronache italiane per aver ucciso la moglie Melania Rea il 18 aprile 2011 a Colle San Marco (AP), sfigurandola con 35 coltellate, è stato condannato dai giudici di legittimità a 20 anni di reclusione.

Detenuto nel carcere di Bollate, dopo 12 anni di pena ha ottenuto un permesso premio ossia una concessione per poter uscire dal carcere per un periodo limitato non superiore a quindici giorni fino ad un massimo di quarantacinque giorni all’anno. Lo prevede l’ordinamento penitenziario che ne disciplina i requisiti fondamentali: l’assenza della pericolosità sociale e la regolare condotta.

Parolisi ha dimostrato, dunque, in questi anni, una volontà di volersi “recuperare” partecipando attivamente a tutte le attività trattamentali e seguendo i percorsi di risocializzazione così come predisposti da apposita équipe. Dal punto di vista legale, non è revocabile in dubbio la scelta del magistrato di sorveglianza di accordare il permesso perché da un’attenta analisi svolta all’interno dell’istituto penitenziario, Parolisi ha dimostrato sia di non essere una persona pericolosa e perciò di non voler abusare della fiducia concessagli dandosi alla fuga o commettendo altri delitti e sia di aver avuto un comportamento personale corretto. È auspicabile, tuttavia, che il modo di approcciarsi al mondo extramurario sia sintomatico di una reale volontà di partecipare all’opera rieducativa e di reinserirsi nel tessuto sociale, rispettando prima di tutto la memoria di Melania.

Caterina Laurita
Caterina Laurita
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