Riforma del Catasto: Governo Draghi verso il capolinea?

di Massimo Cascone

È interessante notare come ogni qualvolta sulla strada di Draghi qualche partito osi mettersi di traverso, ecco che l’ex Presidente della BCE, proprio come quel bambino dispettoso che ha portato la palla sul campo e quindi deve decidere lui le squadre, ricorda a tutti che o si fa come dice lui o altrimenti nessuno gioca. La sua frase tipica: “siamo qui per fare determinate cose, altrimenti non si va avanti”. Ecco allora applicare questo stesso becero meccanismo di governo anche alla riforma del catasto, una riforma che sta portando via molte energie ai gruppi parlamentari, a causa di una trattativa dentro la maggioranza che vede Lega e FI in bilico tra spaccare la maggioranza o spaccare il centrodestra.

Al centro della querelle l’articolo 6 della delega fiscale, che prevedrebbe di riparametrare i canoni catastali nei prossimi 5 anni. Il Governo chiede che l’articolo 6 della delega fiscale venga approvato così com’è mentre Salvini, nonostante l’esplicita richiesta, non ha fatto ritirare dai suoi Ministri gli emendamenti proposti. “Noi non ci stiamo, e i nostri ministri in CdM si astennero, quando la misura venne discussa”. Intanto anche Giorgia Meloni definisce “gravissimo” che il governo voglia fare votare il Parlamento “a scatola chiusa”.

Al di là degli equilibri tra le forze politiche in Parlamento, è proprio sulla tenuta del Governo che dovremmo riflettere. In particolare ci sono delle domande che dovremmo porci:

  1.  Che persona è un Presidente del Consiglio che invece di cercare la mediazione tra i partiti, sbuffa e incrocia le braccia quando non viene accontentato?
  2. Quando dice “siamo qui per fare determinate cose”, queste cose chi gliel’ha chieste? Il popolo italiano o l’alta finanza internazionale?
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